L'Aquila è tornata nella classifica nazionale “Ecosistema Urbano”, realizzata da Legambiente in collaborazione con Il Sole 24 Ore, mantenendo la stessa posizione dell’anno precedente: 78° su 106 capitali provinciali. Il punteggio complessivo è 48,21, ben al di sotto della media italiana di 55,72, segnale di una situazione ambientale ancora fragile per la capitale abruzzese.
Posizione complessiva e punti di forza
Il risultato complessivo, pur non peggiorato rispetto al 2025, non nasconde le criticità evidenziate dai dati di singole metriche. Pentola di valutazione comprende aria, acqua, rifiuti, mobilità, spazi verdi ed energia; L'Aquila spicca solo per la presenza di verde totale, piazzandosi al 14° posto, ma cade drasticamente a 97° nella classifica dedicata al numero di alberi. Questo divario mette in luce la differenza tra la ricchezza naturale che circonda il territorio e la capacità della città di distribuire il verde all’interno dei suoi quartieri.
Mobilità: motorizzazione, trasporto pubblico e infrastrutture alternative
Il tasso di motorizzazione è tra i più alti d’Italia, con L’Aquila al 105° posto. La dipendenza dall’auto privata è perciò descritta dal consigliere comunale Paolo Romano come una “fotografia di una città che continua a dipendere dall’automobile”. Il trasporto pubblico, invece, registra un 73° posto per numero di passeggeri, indicando una scarsa capacità di attrarre utenti. Il consiglio di amministrazione ha già a disposizione il PUMS 2022, che prevede un piano organico per il trasporto pubblico locale, ma la sua attuazione è rimasta in sospeso, così come il necessario adeguamento del contratto di servizio di AMA.
Piste ciclabili e isole pedonali
Le infrastrutture dedicate agli spostamenti sostenibili figurano tra i punti più deboli: L’Aquila è al 88° posto per piste ciclabili e all’80° per isole pedonali. Romano sottolinea che la ricostruzione post-terremoto avrebbe potuto rappresentare un’occasione per ridisegnare la rete urbana, migliorando accessibilità e sicurezza, ma l’attuale assetto resta insufficiente a incoraggiare l’uso di biciclette o a garantire spazi pedonali adeguati.
Rifiuti, rete idrica e verde urbano: le altre sfide
Nel comparto dei rifiuti, la città è al 85° posto per la raccolta differenziata, perdendo quattro posizioni rispetto all’edizione precedente. Il consigliere attribuisce il risultato alla gestione dell’azienda ASM, ritenuta poco soddisfacente e a costi elevati per i cittadini. Per quanto riguarda la dispersione idrica, L’Aquila è al 82° posto, sebbene abbia guadagnato 14 posizioni rispetto all’anno scorso grazie all’avanzamento dei lavori sui sottoservizi. Tuttavia, la necessità di intervenire sulla manutenzione e sull’efficienza delle infrastrutture nelle frazioni rimane pressante.
Il verde urbano, oltre al già citato gap tra verde totale e alberi, è al 14° posto nella classifica generale ma al 97° per numero di alberi. Romano ricorda che “il verde non può essere soltanto quello che circonda la città, deve entrare di più e meglio nei quartieri, nelle frazioni e nei luoghi della quotidianità”.
La classifica evidenzia una L’Aquila che, dopo quasi un decennio di governo di centrodestra, non ha ancora definito una direzione chiara nella pianificazione urbana. Le lacune nella mobilità sostenibile, nella gestione dei rifiuti e nella distribuzione del verde urbano richiedono, secondo il consigliere Romano, l’attivazione urgente di un piano organico di trasporto, il riequilibrio del contratto di servizio di AMA e investimenti mirati per aumentare gli spazi verdi nei quartieri, altrimenti “non possiamo continuare a considerare normale che intere parti della città dipendano quasi esclusivamente dall’automobile privata”.



