7 novembre 2026 🌫 6°

Commissione di Vigilanza ad Avezzano: la controversa elezione del presidente

Il consigliere Alessio Cesareo denuncia una manovra truffaldina nella nomina del presidente della Commissione di Vigilanza ad Avezzano.

Commissione di Vigilanza ad Avezzano: la controversa elezione del presidente

Ad Avezzano, la nomina del presidente della Commissione di Vigilanza ha scatenato una polemica istituzionale. Il consigliere di opposizione Alessio Cesareo ha denunciato una manovra truffaldina che avrebbe violato gli accordi precedentemente raggiunti tra le forze politiche.

La vicenda ha radici profonde e coinvolge non solo la maggioranza, ma anche il Partito Democratico unico gruppo di opposizione con un rappresentante in consiglio comunale. Cesareo ha reso pubblica la sua versione dei fatti, svelando dettagli che gettano nuova luce su quanto accaduto.

L’accordo tra le opposizioni e la maggioranza

Il 29 giugno, i gruppi di minoranza si riunirono per concordare le candidature per le varie commissioni consiliari. Per la Commissione speciale di vigilanza scelsero all’unanimità il nome di Alessio Cesareo, con una clausola chiara: nessun altro consigliere di opposizione avrebbe accettato una nomina diversa da quella concordata.

Il 2 luglio, Cesareo e un altro consigliere informarono il sindaco della decisione, ricevendo l’assicurazione che la maggioranza si sarebbe astenuta. Tuttavia, la convocazione della commissione arrivò solo il 30 luglio, con la seduta fissata per il 3 agosto. Una tempistica sospetta, secondo Cesareo, che coincise con un accordo segreto tra la maggioranza e il consigliere del PD.

La candidatura improvvisa del consigliere PD

Il giorno precedente la seduta, il consigliere del PD iniziò a comunicare selettivamente la propria candidatura, evidentemente sicuro del supporto della maggioranza. Questo comportamento, secondo Cesareo, dimostra che l’elezione era stata preparata e concordata in segreto, contrariamente a quanto inizialmente concordato.

Il 3 agosto, la maggioranza elesse il consigliere del PD come presidente della commissione, con i voti della maggioranza. Cesareo definisce questo atto una violazione della prassi istituzionale poiché la presidenza della commissione spetta tradizionalmente all’opposizione.

Le implicazioni istituzionali e politiche

La vicenda, secondo Cesareo, non riguarda solo la rottura di un accordo politico, ma la compromissione di un presidio di garanzia. La Commissione di Vigilanza, nata per assicurare trasparenza e controllo sull’operato della maggioranza, è ora presieduta da un consigliere scelto dalla maggioranza stessa.

Cesareo parla di farsa e pochezza politica accusando il consigliere Carlo Genovesi di diffondere una versione dei fatti che non corrisponde alla realtà istituzionale. Nulla ha a che vedere con la politica con la P maiuscola afferma Cesareo, criticando duramente il metodo utilizzato.

Per la città di Avezzano, questa vicenda rappresenta un ulteriore atto di arroganza della maggioranza che incide sulla credibilità delle istituzioni locali. La scelta del PD di accettare la presidenza della commissione ottenuta con i voti della maggioranza è vista da Cesareo come una violazione della prassi e degli accordi precedentemente raggiunti.

La polemica continua, con Cesareo che chiede chiarimenti al sindaco e accusa Genovesi di confondere i cittadini con versioni non corrispondenti alla verità. La vicenda, tuttavia, solleva interrogativi profondi sul rispetto delle istituzioni e sulla trasparenza della politica locale.

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