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Criticità del servizio 118 in provincia dell’Aquila: 12 postazioni in grave difficoltà

Il servizio 118 in provincia dell'Aquila è in crisi: 12 postazioni su 20 sono in condizioni critiche. Scopri le cause e le soluzioni richieste.

Criticità del servizio 118 in provincia dell’Aquila: 12 postazioni in grave difficoltà

Il servizio di emergenza sanitaria 118 nella provincia dell’Aquila è in una situazione di grave crisi. Su 20 postazioni complessive, ben 12 versano in condizioni di grave criticità, con carenze di personale medico e infermieristico e riduzioni significative degli orari di operatività. Questa emergenza è stata denunciata dal Tribunale per i Diritti del Malato dell’Aquila durante una seduta della Commissione di Vigilanza del consiglio regionale, descrivendo la situazione come allarmante e intollerabile.

Le criticità del servizio 118 in provincia dell’Aquila

Le postazioni di Barisciano e L’Aquila non sono presidiate, mentre quelle di PescasseroliScannoCampo di Giove e Pescocostanzo sono prive della figura medica. A Pratola Peligna il servizio è stato declassato da H24 a H12 e privo di medico. Anche Rocca di Mezzo e Sulmona hanno visto una riduzione degli orari di operatività. Inoltre, a Civitella Roveto il servizio è operato solo da soccorritori, mentre a Bazzano e Ovindoli ci sono carenze di personale infermieristico.

Un ulteriore problema è rappresentato dall’elisoccorso attivo solo nelle ore diurne, lasciando il territorio privo di copertura aerea durante la notte. Questo è particolarmente critico in una provincia con un territorio orograficamente complesso, dove i centri abitati distano oltre 50 minuti dal primo Pronto Soccorso utile.

Le scelte amministrative alla base della crisi

Le problematiche attuali trovano origine anche in scelte amministrative discutibili. Il recente bando di gara indetto dalla ASL per la copertura delle postazioni si è rivelato incongruo rispetto ai reali bisogni del territorio. Solo 2 associazioni sono risultate aggiudicatrici per un totale di appena 6 postazioni su 20. Inoltre, il Regolamento approvato dalla ASL il 28 maggio scorso vieta agli operatori sanitari dipendenti di prestare attività presso le organizzazioni in convenzione, creando un corto circuito burocratico che blocca le poche risorse disponibili.

Le richieste del Tribunale per i Diritti del Malato

Durante la Commissione di Vigilanza, la Direzione Generale della ASL ha giustificato la situazione adducendo la carenza nazionale di medici. Tuttavia, il Tribunale per i Diritti del Malato ritiene inaccettabile questa rassegnazione di fronte a un servizio essenziale e salvavita come il 118. Il Tribunale ribadisce la necessità e l’obbligo che sia la ASL a mettere a disposizione il personale sanitario per le postazioni 118, così come normato dalla Regione Abruzzo.

Il Tribunale per i Diritti del Malato chiede un intervento urgente ed indifferibile della Regione e della Direzione Sanitaria affinché vengano ritirati i provvedimenti ostativi, revisionati i bandi di convenzione e garantiti i livelli essenziali di assistenza (LEA) a tutti i cittadini del territorio provinciale, a prescindere dal comune in cui risiedono.

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