Nella notte tra sabato e domenica, un uomo di 50 anni, Diomede Barchiesi, è stato colpito con un pugno al volto mentre cercava di difendere il figlio. L’aggressione è avvenuta sul Lungomare di Fossacesia, in un parcheggio vicino alla pista ciclabile. Barchiesi, residente a Lanciano e dipendente di Stellantis ad Atessa, è stato trasportato in codice rosso all’ospedale di Pescara, dove è stato sottoposto a un completo intervento chirurgico per una vasta emorragia cerebrale.
L’aggressione e i soccorsi
Secondo una prima ricostruzione dei fatti, Barchiesi era andato a riprendere il figlio di 18 anni, che aveva trascorso la serata in un locale della zona. Il giovane aveva avuto un diverbio con un gruppetto di ragazzi. Quando il padre è arrivato nel parcheggio per difendere il figlio, è stato colpito con un pugno violentissimo alla mandibola da un 19enne di Fossacesia. Il colpo lo ha fatto cadere a terra, battendo la testa.
All’arrivo del 118 di Atessa le condizioni di Barchiesi sono apparse subito molto gravi. È stato intubato e trasportato in codice rosso all’ospedale di Pescara, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico per un grave trauma cranico commotivo. Attualmente, si trova nella Neurochirurgica di Pescara in prognosi riservata.
Le indagini dei carabinieri
Sul posto è rimasto il 19enne ritenuto autore dell’aggressione, identificato dai carabinieri della stazione di Fossacesia. Gli altri ragazzi si erano allontanati. I carabinieri stanno indagando e hanno già sentito alcuni ragazzi come testimoni. Il 19enne è indagato per lesioni gravi, ma la sua posizione potrebbe aggravarsi se Barchiesi non dovesse riprendersi.
La dichiarazione di Supporter Beach
Supporter Beach, il locale dove il figlio di Barchiesi aveva trascorso la serata, ha rilasciato una dichiarazione per fare chiarezza sulle voci circolanti. «Il nostro pensiero va alla persona che in questo momento sta lottando tra la vita e la morte presso l’ospedale di Pescara. Tutta la famiglia Supporter si stringe con sincera partecipazione attorno a lei e ai suoi familiari con l’auspicio che questa drammatica situazione possa risolversi nel migliore dei modi», si legge nel post su Facebook.
Supporter Beach ha precisato che il grave episodio si è verificato intorno alle ore 4.15 circa un’ora e quindici minuti dopo la chiusura del locale, avvenuta alle ore 3 del mattino. «È fondamentale precisare che il grave episodio si è verificato intorno alle ore 4.15, circa un’ora e quindici minuti dopo la chiusura di Supporter Beach e, soprattutto, assolutamente al di fuori del locale e dei suoi spazi», ha dichiarato il locale.
La solidarietà della Fim Cisl
La rappresentanza sindacale della Fim Cisl dello stabilimento Stellantis di Atessa, dove Barchiesi lavora, ha espresso «profonda vicinanza» al cinquantenne. «Non possiamo rimanere indifferenti. Sempre più spesso assistiamo a episodi come questo, soprattutto tra i giovani, che nascono anche da motivi banali. Nulla può mai giustificare la violenza. Ci auguriamo che chi si è reso responsabile di un fatto così grave venga chiamato a rispondere delle proprie responsabilità e paghi per quanto commesso», ha dichiarato la Fim Cisl.
La situazione di Barchiesi rimane critica, e le indagini dei carabinieri sono ancora in corso per fare piena luce sull’accaduto. Nel frattempo, la comunità locale e i colleghi di lavoro esprimono solidarietà e sostegno alla famiglia.



