Il 16 settembre la Guardia di Finanza e il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) della regione Abruzzo hanno condotto un’importante esercitazione sulla Maiella. L’evento, riportato il 21 settembre da fonti locali, è stato ideato per perfezionare le procedure di ricerca, soccorso e recupero in ambienti montani difficili, garantendo una maggiore tutela della vita umana.
Esercitazione congiunta sulla Maiella: obiettivi e protagonisti
L’iniziativa ha coinvolto tecnici del Soccorso Alpino, personale specializzato della Guardia di Finanza e istruttori della Scuola Alpina di Predazzo. La pianificazione è stata curata dal Centro di Aviazione di Pratica di Mare con il supporto della Sezione Aerea di Pescara e delle Stazioni S.A.G.F. di Roccaraso e L'Aquila entrambe parte del Reparto Aeronavale. L’obiettivo principale era testare l’integrazione operativa tra le forze, rendendo più fluida la gestione di emergenze in territori impervi.
Coordinamento e risorse operative
Il Protocollo d’Intesa siglato nel 2021 tra le due istituzioni ha fornito la base giuridica per l’attività, successivamente rafforzata da un accordo regionale tra il Comando Regionale Abruzzo della Guardia di Finanza e il Servizio Regionale Abruzzo del CNSAS. Il elicottero AW169 impiegato sia dal Centro di Aviazione sia dalla Sezione Aerea, ha consentito l’esecuzione di numerose simulazioni: dal verricolio di squadre di soccorso all’elisoccorso di feriti, fino al trasporto di barelle e personale in zone di difficile accesso.
Scenari di montagna: Monte Amaro e Monte Mileto
Due delle aree più impegnative testate sono state il Monte Amaro e il Monte Mileti zone frequentemente interessate da interventi di ricerca e soccorso reale. Qui sono state messe alla prova le procedure condivise, con esercitazioni di recupero mediante verricello su pendii scoscesi e evacuazioni di soggetti simulati in condizioni di emergenza. L’interazione tra piloti, operatori al verricello, tecnici del Soccorso Alpino e personale della Guardia di Finanza è stata monitorata per affinare i tempi di risposta e la precisione delle manovre.
Risultati, lezioni apprese e prospettive future
Le attività si sono concluse con una serie di briefing tecnici congiunti, volti a valutare le performance e a condividere le migliori pratiche emerse sul campo. I partecipanti hanno riconosciuto un significativo miglioramento nella capacità di coordinamento interforze soprattutto grazie all’uso dell’AW169 e alla presenza di istruttori esperti della Scuola Alpina. L’esperienza ha inoltre confermato l’importanza di mantenere una formazione costante in ambienti alpini, dove le condizioni meteorologiche e la morfologia del territorio possono variare rapidamente. L’accordo del 2021 sarà ora oggetto di ulteriori aggiornamenti, con l’obiettivo di ampliare la frequenza delle esercitazioni e di coinvolgere altri enti regionali per rafforzare ulteriormente la sicurezza dei cittadini in zone montane.



