7 novembre 2026 🌧 11°

FIM-CISL Abruzzo e Molise: salvati i posti di lavoro dei tecnici ospedalieri

Un successo sindacale che ha evitato la chiusura delle centrali termiche ospedaliere, garantendo la sicurezza e la continuità del servizio sanitario in Abruzzo.

FIM-CISL Abruzzo e Molise: salvati i posti di lavoro dei tecnici ospedalieri

In un contesto di riorganizzazione dei servizi ospedalieri, la FIM-CISL Abruzzo e Molise ha ottenuto un importante risultato per i dodici lavoratori della società SE.MA., addetti alla gestione delle centrali termo-idrauliche degli ospedali della ASL 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila. La vicenda, durata cinque anni ha visto il sindacato impegnato in una battaglia per garantire la sicurezza e la continuità operativa delle strutture sanitarie.

Una vertenza che ha coinvolto istituzioni e appalti pubblici

La vertenza non riguardava solo il destino occupazionale dei dodici dipendenti, ma aveva implicazioni dirette sulla sicurezza e sulla continuità operativa degli ospedali pubblici. La FIM-CISL ha denunciato i rischi derivanti dall’ipotesi di trasferire i lavoratori ad altre mansioni o di cedere il servizio nell’ambito delle conseguenze della gara Consip del 2026. Una scelta che, secondo il sindacato, avrebbe potuto compromettere il funzionamento delle centrali tecnologiche indispensabili per garantire il regolare esercizio delle strutture sanitarie.

Il ruolo cruciale dei tecnici ospedalieri

Nel comunicato diffuso nella giornata di ieri, a firma di Antonello Tangredi, il sindacato ha ripercorso una vertenza caratterizzata da incontri istituzionali, confronti con la Prefettura dell’Aquila e negoziati con la ASL e con la società SE.MA. L’esito finale è stato definito una vittoria del sindacato: nessuno dei dodici lavoratori sarà dichiarato esubero o trasferito ad altre attività. Continueranno invece a operare nelle centrali termiche degli ospedali di Avezzano, Sulmona e L’Aquila.

L’accusa alle istituzioni: nessuno si è interessato

Uno dei passaggi più duri del documento riguarda il ruolo delle istituzioni. La FIM-CISL afferma che amministratori locali, rappresentanti provinciali e regionali erano pienamente informati della situazione ma, nonostante ciò, nessuno si è interessato concretamente alla vicenda. Un’accusa pesante che attribuisce al sindacato il merito esclusivo di aver evitato conseguenze potenzialmente gravi sia sul piano occupazionale sia sul funzionamento dei presidi ospedalieri.

Per la FIM-CISL difendere i dodici lavoratori ha significato difendere anche il diritto alla salute dei cittadini. Nel comunicato si sottolinea infatti come il personale delle centrali tecnologiche rappresenti un tassello essenziale del sistema sanitario, spesso invisibile ma fondamentale affinché sale operatorie, reparti e impianti continuino a funzionare senza interruzioni. Quei lavoratori vengono descritti come figure altamente specializzate, veri e propri chirurghi dell’impiantistica ospedaliera il cui lavoro quotidiano garantisce il corretto funzionamento delle strutture sanitarie.

Un successo che va oltre la difesa dei posti di lavoro

La conclusione della vertenza è stata considerata non soltanto una vittoria per i lavoratori, ma un successo nell’interesse dell’intera collettività. Antonello Tangredi, conclude ribadendo il ruolo del sindacato, sempre in prima linea a difesa dei lavoratori e dei cittadini. La vicenda riporta inoltre l’attenzione su un tema spesso trascurato nel dibattito pubblico: dietro il funzionamento di un ospedale non operano soltanto medici e infermieri, ma anche tecnici altamente qualificati che garantiscono, ventiquattr’ore su ventiquattro, il funzionamento degli impianti tecnologici dai quali dipende la continuità dell’assistenza sanitaria.

Proprio per questo la vertenza della SE.MA. assume un significato che va ben oltre la difesa di dodici posti di lavoro, diventando un caso emblematico del rapporto tra organizzazione del lavoro, appalti pubblici e tutela del servizio sanitario.

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