L’Abruzzo sta vivendo giorni di grande tensione a causa degli incendi che stanno devastando diverse aree della regione. Tra le zone più critiche c’è il Monte Morrone dove le fiamme hanno raggiunto i confini di Roccacasale mettendo in allarme le popolazioni locali.
La situazione è complessa e richiede l’intervento coordinato di vigili del fuocoprotezione civileesercito e volontari. Le operazioni di spegnimento sono in corso in diverse località, tra cui Corfinio e Popoli Terme dove, fortunatamente, il fuoco è lontano dai centri abitati.
Interventi in corso e misure di sicurezza
In Pratola Peligna il Comune ha firmato un’ordinanza sindacale per l’apertura del Centro Operativo Comunale (COC) una struttura di coordinamento locale attivata per gestire l’emergenza. Il sindaco Giorgio Di Clemente ha ricordato che è in vigore un’ordinanza che invita i proprietari di terreni a mantenere pulite le proprie aree, eliminando vegetazione secca e materiali infiammabili. I controlli da parte degli uffici comunali e della Polizia Locale sono in corso.
In Bisegna i lavori di spegnimento sono condotti da 5 volontari con due mezzi, 14 vigili del fuoco con cinque mezzi e un elicottero regionale. A Rocca di Cambio invece, sono in azione 9 volontari con due mezzi, vigili del fuoco e un elicottero. A Montereale invece, il rogo è stato spento.
Allarme incendi anche in provincia di Chieti
Le fiamme hanno colpito anche il territorio di San Giovanni Teatino in provincia di Chieti, vicino al Radar dell’Aeronautica Militare. L’allarme è scattato al numero di emergenza 115 e sul posto sono intervenuti uomini e mezzi dei vigili del fuoco dei Comandi Provinciali di Chieti e Pescara. Un elicottero è stato inviato dall’aeroporto per supportare le operazioni di spegnimento. Le fiamme sono state favorite dal caldo e dal forte vento, ma al momento il rogo risulta spento.
Le critiche delle istituzioni
Il consigliere regionale del PdAntonio Di Marco ha sollevato critiche riguardo alla gestione degli incendi sul Monte Morrone. Secondo Di Marco, gli incendi erano prevedibili e potenzialmente evitabili. Ha citato una lettera datata 20 inviata da Giulio Mastrogiuseppe presidente dell’Associazione Celestiniana che segnalava un accumulo pericoloso di materiale secco e biomassa nel sottobosco, rappresentando un rischio imminente di incendio per l’Eremo di Sant’Onofrio e l’area archeologica.
Di Marco ha richiesto chiarezza sulle azioni intraprese dalla Regione Abruzzo dopo la ricezione della lettera, sottolineando l’importanza di misure preventive per evitare future emergenze. Ha anche evidenziato la presenza di nidi di processionaria del pino che rappresentano una minaccia per la salute dei visitatori e la stabilità delle alberature.
La situazione in Abruzzo rimane critica, ma grazie all’impegno delle forze dell’ordine e dei volontari, si spera di contenere rapidamente gli incendi e proteggere le aree a rischio.



