La vicenda della famiglia residente nelle campagne di Palmoli ha subito un nuovo sviluppo giudiziario dopo il deposito di una formale istanza al Tribunale per i Minorenni dell’Aquila. I tre bambini, attualmente collocati in una struttura protetta di Vasto sono stati affidati a tempo indeterminato per un periodo di sette mesi: la difesa ha ora chiesto il loro ricongiungimento con i genitori, Nathan e Catherine, che hanno scelto uno stile di vita rurale nella nota casa nel bosco priva di acqua corrente, luce, riscaldamento e bagno.
L’istanza presentata dall’avvocato Simone Pillon mira a rimettere al centro il diritto alla famiglia e a esporre le ragioni per cui, secondo la difesa, le condizioni processuali e fattuali sono mutate rispetto al momento dell’allontanamento. Nel documento si richiamano accertamenti istruttori recenti e valutazioni di specialisti che, sempre secondo l’esposto, supporterebbero la richiesta di rientro.
Contenuti dell’istanza depositata al tribunale
La pratica portata in cancelleria è stata compilata ai sensi dell’art. 473 bis.23 cpc e si compone di 99 pagine in cui si ricostruisce la vicenda giudiziaria e si dettagliano i nuovi elementi che, a detta della difesa, hanno significativamente modificato la situazione originaria. Nel fascicolo sono raccolte le valutazioni tecniche della controparte difensiva, una rassegna di giurisprudenza italiana ed europea di merito e di legittimità, e riferimenti a consulenze che sono state aggiornate dopo l’affido.
Valutazioni tecniche e ruolo degli esperti
Nell’istanza si sottolinea la presenza di pareri e accertamenti emersi nell’istruttoria che avrebbero influito sul bilanciamento degli interessi in gioco. La difesa indica un clima di collaborazione rinnovato tra le parti e mette in evidenza il coinvolgimento di figure tecniche: dalla Ctu ai consulenti di parte, fino all’équipe di Neuropsichiatria infantile. Questi soggetti, insieme alla comunità scientifica nazionale secondo quanto rappresentato, avrebbero espresso valutazioni orientate a un intervento di ritorno dei minori in famiglia definito rispettivamente come “precoce“, “immediato” e “urgente“.
Richieste della difesa e attese temporali
L’avvocato Pillon ha formalizzato la richiesta principale: disporre il rientro dei tre minori presso il nucleo familiare composto da Nathan e Catherine. Nel testo depositato si richiede che il tribunale valuti i nuovi elementi e proceda con le determinazioni conseguenti, alla luce dei pareri tecnici prodotti. La difesa si dichiara fiduciosa rispetto a un esito favorevole e sottolinea la disponibilità al dialogo per risolvere eventuali criticità residue.
Riferimento ai tempi e a un’occasione significativa
L’avvocato ha espresso un auspicio di natura personale e temporale: “Sarebbe bellissimo – e oso sperarlo – che la decisione fosse favorevole e intervenisse prima di uno dei compleanni dei bambini, che cade proprio tra meno di un mese“. Questa considerazione introduce un elemento emotivo alla vicenda, richiamando l’importanza simbolica e affettiva della tempestività delle decisioni giudiziarie per i rapporti familiari.
La procedura ora segue il suo corso presso il Tribunale per i Minorenni dell’Aquila: l’istanza ex art. 473 bis.23 cpc rimane sottoposta all’esame dell’autorità giudiziaria, che dovrà valutare le risultanze documentali e le consulenze tecniche riportate nelle 99 pagine depositate dalla difesa.
Nel quadro complessivo della vicenda il nodo centrale rimane la valutazione dell’interesse dei minori: gli attori coinvolti, dalle consulenze tecniche fino alle strutture che hanno in custodia i bambini a Vasto sono citati nel fascicolo come fonti di elementi nuovi che, secondo la difesa, giustificano la richiesta di ricongiungimento. La fase processuale successiva chiarirà tempi e modalità dell’eventuale rientro.



