8 novembre 2026 🌫 6°

Malviventi assaltano la villa di Mauro Lilli a Carsoli: il racconto dell’imprenditore

Dopo il furto di opere d'arte milionarie, una banda tenta di irrompere nella residenza familiare di Mauro Lilli a Carsoli. L'imprenditore racconta l'accaduto.

Malviventi assaltano la villa di Mauro Lilli a Carsoli: il racconto dell’imprenditore

L’imprenditore Mauro Lilli ha subito un nuovo tentativo di furto nella sua villa a Carsoli, solo dieci giorni dopo il furto di opere d’arte milionarie dagli uffici della sua azienda, Lilli Petroli. La notte del 29 luglio, una banda di malviventi ha cercato di entrare nella residenza familiare, svegliando l’intera famiglia con violenti colpi.

Lilli ha raccontato che verso le 23 sono stati svegliati da rumori simili a spari pirotecnici, che in realtà provenivano dai malviventi che cercavano di abbattere le vetrate della villa. Grazie all’accensione delle luci esterne, i ladri sono fuggiti senza riuscire a entrare.

Il racconto dell’imprenditore

Le immagini delle telecamere di sorveglianza hanno immortalato i ladri, completamente travisati, mentre cercavano di abbattere le vetrate delle finestre con mazze di ferro. Le vetrate, spesse 12 centimetri hanno resistito all’assalto. Lilli ha dichiarato che i malviventi sapevano che la villa era abitata, poiché tutte le auto erano parcheggiate fuori.

La villa di Lilli si trova alla periferia di Carsoli, in alta collina, ed è completamente protetta da una recinzione che i ladri hanno scavalcato indisturbati. La famiglia è terrorizzata dall’accaduto. «Non oso immaginare cosa sarebbe potuto accadere se i ladri fossero riusciti ad entrare», ha dichiarato Lilli.

Il furto di opere d’arte milionarie

Il 29 luglio scorso, una banda di malviventi ha trafugato statue d’arte in bronzo di Manzù e Picasso dagli uffici direzionali della Lilli Petroli. Tra le opere rubate ci sono il “Fanciullo con cavallo” di Pablo Picasso, la “Ballerina” di Giacomo Manzù, “L’Astrologo” di Bruno d’Arcevia e opere di Mario Moretto.

I ladri hanno utilizzato un camion Mercedes dell’azienda come ariete per abbattere il pesante cancello d’acciaio, agganciato con un robusto cavo d’acciaio del diametro di circa dieci centimetri. Il valore stimato del furto è tra i 4 e 5 milioni di euro.

L’indagine dei carabinieri

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Tagliacozzo per ricostruire l’episodio, accertare i danni e acquisire le immagini delle telecamere di sorveglianza. Lilli ha espresso preoccupazione per i furti subiti a distanza di pochi giorni. «È un western – esclama – bisogna fare qualcosa. Occorrono più controlli e più forze dell’ordine per fermare questi malviventi».

I carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale dell’Aquila stanno indagando sul furto. Il furgone utilizzato per il furto è stato rinvenuto a Tor Bella Monaca a Roma, completamente distrutto dalle fiamme. I militari sospettano che la banda abbia incendiato il mezzo per eliminare eventuali tracce biologiche.

La distruzione del mezzo rubato confermerebbe che il colpo milionario sia stato messo in atto da una banda altamente specializzata nel traffico internazionale di opere d’arte. Gli inquirenti sospettano che il comando sia arrivato da Roma e che la banda conoscesse non solo le opere d’arte ma anche la loro dislocazione all’interno degli uffici.

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