6 novembre 2026 ☁ 10°

Marco Benso: identificato il teschio ritrovato sul Monte Cagno

Dopo due anni di ricerche, il teschio ritrovato sul Monte Cagno è stato identificato come appartenente a Marco Benso, l'ex dirigente scomparso a Rocca di Cambio.

Marco Benso: identificato il teschio ritrovato sul Monte Cagno

La montagna ha finalmente restituito un pezzo del mistero che avvolgeva la scomparsa di Marco Benso, l’ex dirigente romano di 88 anni che il 29 luglio 2026 uscì di casa a Rocca di Cambio per una gara podistica e non fece più ritorno. Dopo ventiquattro mesi di ricerche, di speranze e di domande senza risposta, un dettaglio medico ha fornito la chiave per risolvere il caso: due placche chirurgiche impiantate nel teschio ritrovato sul Monte Cagno hanno permesso di identificare i resti come appartenenti a Benso.

La scoperta è avvenuta lo scorso 13 agosto, quando alcuni escursionisti hanno trovato il teschio tra la vegetazione del Monte Cagno, a oltre 1.700 metri di quota. Le analisi medico-legali hanno confermato che i resti appartengono a Benso, grazie alle due placche in materiale plastico impiantate durante un intervento chirurgico seguito a una caduta con gli sci. Questo dettaglio clinico ha permesso di associare senza ombra di dubbio i resti all’ottantottenne.

L’identificazione e il ruolo delle placche chirurgiche

Le placche chirurgiche, impiantate anni prima a seguito di un incidente con gli sci, sono state decisive per l’identificazione. I Carabinieri del RIS stanno ora procedendo con la comparazione del DNA tra il materiale genetico estratto dai resti e i campioni biologici forniti dai familiari. Questo passaggio è fondamentale per la figlia di Benso, Paola, che non ha mai smesso di cercare risposte sulla scomparsa del padre.

La scoperta del teschio ha riacceso le speranze di trovare ulteriori indizi. Paola Benso ha infatti denunciato il ritrovamento di due frammenti di tessuto rosso, compatibili con gli indumenti indossati dal padre il giorno della scomparsa. Questi frammenti sono stati trovati sette mesi dopo il verbale della riunione della cabina di regia tenutasi in Prefettura il 21 agosto 2026, che aveva proposto la sospensione delle ricerche in attesa di nuove evidenze.

Le ricerche e le nuove evidenze

Le ricerche di Marco Benso erano state condotte in due direzioni principali: le battute di ricerca ‘a naso’ con l’ausilio di cani molecolari e le segnalazioni di presunti avvistamenti. Tuttavia, nonostante gli sforzi, non erano emersi elementi concreti fino alla scoperta del teschio. La figlia di Benso ha sempre sostenuto che alcuni indizi fossero stati trascurati, tra cui i frammenti di tessuto rosso ritrovati nei boschi.

La Prefettura e i Carabinieri del RIS stanno ora lavorando per chiarire completamente la vicenda. La scoperta del teschio rappresenta solo l’inizio di un percorso che potrebbe portare a ulteriori rivelazioni. Paola Benso continua a chiedere risposte: «Voglio sapere cosa è successo a mio padre, come mai quel frammento osseo sia stato trovato proprio sul vicino Monte Cagno nonostante l’area fosse stata battuta da uomini, mezzi e cani da ricerca e dove sia finito il resto del corpo».

Il ruolo dei Carabinieri e del RIS

I Carabinieri del RIS stanno conducendo le analisi necessarie per confermare l’identificazione attraverso il confronto del DNA. Questo passaggio è cruciale per chiudere definitivamente il caso e fornire alla famiglia le risposte che cercano da così tanto tempo. La scoperta del teschio e dei frammenti di tessuto potrebbe aprire nuove piste investigative, permettendo di ricostruire finalmente gli eventi di quella giornata di luglio del 2026.

La vicenda di Marco Benso è un esempio di come la tecnologia e la medicina legale possano giocare un ruolo fondamentale nella risoluzione di casi complessi. Le placche chirurgiche, impiantate anni prima, sono state la chiave per risolvere un mistero che aveva tenuto con il fiato sospeso l’intera comunità. Ora, con l’identificazione del teschio, si apre una nuova fase di indagini che potrebbe portare a ulteriori scoperti e, si spera, a una chiusura definitiva del caso.

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