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Messa in sicurezza della Galleria del Salviano: cosa cambia per la Marsica

Il 20 luglio iniziano i lavori per la messa in sicurezza della Galleria del Salviano sulla SS 690, ma le scelte adottate sollevano dubbi e critiche

Messa in sicurezza della Galleria del Salviano: cosa cambia per la Marsica

Dopo mesi di tensioni e dibattiti, finalmente il 20 luglio dovrebbero iniziare i lavori per la messa in sicurezza della Galleria del Salviano sulla SS 690. Questa infrastruttura, cruciale per il collegamento tra diverse aree dell’Abruzzo e del Centro Italia è al centro di un complesso gioco di interessi e compromessi.

La decisione di adottare un senso unico alternato dinamico è stata accolta con soddisfazione dai sindaci dei comuni interessati, ma non mancano le critiche. La scelta, proposta dal sindaco di AvezzanoGiovanni Di Pangrazio è stata accolta dall’ANAS dopo lunghe trattative e proteste.

Le ragioni del compromesso

La soluzione del senso unico alternato è stata adottata per bilanciare le esigenze di sicurezza con quelle economiche. I sindaci dei comuni coinvolti, tra cui Domenico Di Berardino presidente del Consiglio comunale di Avezzano, e Maurizio Murzilli sindaco di Capistrello hanno sottolineato l’importanza di garantire il collegamento con i rifornimenti per le aziende del Nucleo Industriale.

“Si tratta di una soluzione equa”, ha dichiarato il sindaco di MorinoRoberto d’Amico“perché i lavori di messa in sicurezza vanno fatti. In questo modo, le produzioni delle attività del nostro Nucleo Industriale continueranno ad andare avanti senza troppe interruzioni.”

Le critiche e le preoccupazioni

Nonostante il compromesso, le critiche non mancano. La scelta di non chiudere completamente la galleria durante i lavori ha sollevato preoccupazioni riguardo alla sicurezza degli operai. La galleria, lunga più di mille metri sarà un cantiere a cielo aperto, con i lavoratori costretti a operare a pochi centimetri dal traffico veicolare.

“Nessuno si è minimamente posto il problema di cosa significhi lavorare sotto scacco del traffico veicolare alternato”, si legge in un articolo che ha sollevato il problema. “La sicurezza della galleria è rimasta a piedi, fuori dai veicoli degli automobilisti, soprattutto di quelli che hanno sempre fretta e sfrecciano sulla SS 690 senza disdegnare un sorpasso sulla doppia linea continua.”

Le condizioni di lavoro

Gli operai dovranno lavorare in condizioni estreme, respirando polveri e gas di scarico, con il rischio di incidenti. La sicurezza degli operai, che dovranno calare cavi, posare tubi e montare impianti, è stata messa in secondo piano rispetto alle esigenze del traffico e delle imprese locali.

“La sicurezza di chi in quella galleria dovrà calare i cavi, posare tubi e salire sulle impalcature per montare i LED, è stata derubricata a variabile dipendente del cronoprogramma”, si legge in un articolo che ha sollevato il problema. “Il populismo nostrano ha stabilito la sua gerarchia dei diritti: prima il diritto del pendolare a non fare qualche minuto di fila, poi il profitto dell’industria, fino all’ultimo centesimo, poi gli ambientalisti e la riserva del Salviano, poi forse, se avanza ancora del tempo, l’incolumità di chi indossa un casco giallo e la tuta arancione catarifrangente.”

Il contesto storico e sociale

La vicenda della Galleria del Salviano è emblematica delle dinamiche che caratterizzano le aree interne dell’Italia. La logica del Not In My Back Yard (NIMBY) che vede gli interessi locali prevalere su quelli collettivi, è stata al centro del dibattito. La sicurezza collettiva e l’adeguamento alle normative europee sono diventati un intralcio non appena hanno toccato il giardino di casa.

“È la logica del Not In My Back Yard (NIMBY) in salsa marsicana, dove l’interesse strategico di un collegamento interregionale si infrange contro la tenuta del consenso a buon mercato di chi è sempre pronto a lisciare il pelo all’opinione pubblica”, si legge in un articolo che ha analizzato la situazione. “Una logica che si scontra contro le legittime ma rigide lamentele di Confindustria tarate sulla logica egoistica delle forniture che non devono subire rallentamenti e nessun aumento dei costi.”

La situazione ricorda le parole di Ignazio Silone in Fontamara“In capo a tutti c’è Dio, padrone del cielo. Questo ognuno lo sa. Poi viene il principe Torlonia, padrone della terra. Poi vengono le guardie del principe. Poi vengono i cani delle guardie del principe. Poi, nulla. Poi, ancora nulla. Poi, ancora nulla. Poi vengono i cafoni. E si può dire ch’è finito.”

Il 20 luglio si apre il cantiere del Salviano, ma il cantiere dell’onestà intellettuale e della generosità, in questo territorio arroccato sui propri piccoli egoismi di retroguardia, non è mai stato nemmeno appaltato.

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