L’amministrazione Trump ha introdotto significative modifiche all’Endangered Species Act (ESA), la legge federale che protegge le specie in pericolo di estinzione. La nuova interpretazione della parola danno potrebbe avere conseguenze profonde sulla tutela degli habitat naturali e sulla sopravvivenza di specie iconiche come l’aquila di mare testabianca.
La modifica, ufficializzata dal Dipartimento dell’Interno e del Commercio, restringe il significato di danno all’interno dell’ESA, escludendo la distruzione o il degrado degli habitat naturali. Questo cambiamento potrebbe facilitare attività come trivellazioni petrolifere, estrazioni minerarie, disboscamenti e nuovi progetti edilizi nelle aree considerate habitat critici.
Le motivazioni dell’amministrazione Trump
Secondo le autorità, la modifica serve a riportare la legge alla sua interpretazione originaria, in linea con una decisione della Corte Suprema del 2026. Il segretario agli Interni Doug Burgum ha dichiarato che le agenzie federali hanno abusato dell’ESA per ostacolare l’uso legittimo dei terreni e gravare sulle famiglie e sulle imprese americane.
L’amministrazione sostiene che la precedente definizione rappresentasse un’eccessiva limitazione del diritto di proprietà privata e imponesse costi elevati a imprese e cittadini. La nuova interpretazione, secondo il governo, consentirà di ridurre i costi legati ai permessi e agli adempimenti richiesti ai settori dell’energia, dell’agricoltura, della pesca e di altre attività produttive.
Le reazioni degli ambientalisti
Le organizzazioni ambientaliste hanno accolto la decisione con forte preoccupazione. Aaron Weiss direttore esecutivo del Center for Western Priorities, ha definito la modifica uno dei tentativi più terribili di danneggiare la fauna selvatica nella storia americana.
Earthjustice ha annunciato un ricorso legale contro il provvedimento. L’avvocata Kristen Boyles ha dichiarato che per la prima volta un’amministrazione presidenziale sostiene che le specie protette dall’ESA non debbano essere al sicuro dalle modifiche degli habitat che distruggono i luoghi in cui vivono, allevano i piccoli o cercano il cibo.
Gli ambientalisti sottolineano che la distruzione degli habitat rappresenta la principale causa di estinzione delle specie selvatiche. La tutela degli habitat è stata uno degli strumenti fondamentali che hanno permesso il recupero di specie simbolo come l’aquila di mare testabianca l’alligatore americano e il condor della California.
Le possibili conseguenze
Gli ambientalisti temono che la nuova regola possa facilitare l’espansione di attività industriali e infrastrutturali in aree finora protette, aumentando la pressione sugli ecosistemi già fragili. L’amministrazione Trump, invece, ritiene che le protezioni essenziali rimangano in vigore, poiché continueranno a essere vietate le azioni che provocano direttamente la morte o il ferimento degli animali inseriti nell’elenco delle specie protette.
Il confronto è destinato ora a spostarsi nelle aule dei tribunali. Diverse associazioni hanno già annunciato ricorsi, sostenendo che la nuova interpretazione sia incompatibile con lo spirito della legge e con decenni di giurisprudenza federale. La decisione potrebbe aprire una nuova lunga battaglia legale destinata a incidere sul futuro della conservazione della biodiversità negli Stati Uniti.



