La Giunta comunale dell’L’Aquila ha approvato due delibere sul nuovo piano urbanistico le controdeduzioni alle sessanta osservazioni pervenute e il perimetro del territorio urbanizzato con 23 tavole che descrivono il capoluogo e le frazioni. L’iter passa ora al Consiglio comunale per l’approvazione definitiva. Ultimo aggiornamento: 24 giugno 2026.
La decisione è rilevante perché definisce la base tecnica su cui costruire il futuro piano urbanistico comunale orientato al contenimento del consumo di suolo e alla rigenerazione urbana in coerenza con la legge regionale 58 del 2026. L’esito integra un percorso partecipato con cittadini, enti e operatori e si intreccia con il dibattito sulla governance dei progetti legati a Capitale Italiana della Cultura 2026.
Perimetro approvato e controdeduzioni esaminate
Il perimetro del territorio urbanizzato è una fotografia tecnica dello stato della città: aree edificate, servizi, infrastrutture e nuclei dotati delle opere essenziali. Non modifica le destinazioni d’uso né le regole edilizie e non costituisce variante urbanistica; restano valide le previsioni vigenti. Il pacchetto include 23 tavole di dettaglio su capoluogo e frazioni, accompagnate dalle controdeduzioni alle 60 osservazioni valutate dall’amministrazione. L’assessore all’Urbanistica Francesco De Santis ha dichiarato: “Si tratta, di fatto, di metà del lavoro dell’intero nuovo piano della città”.
De Santis ha aggiunto: “Per la prima volta dopo quasi cinquant’anni ci accingiamo ad aggiornare il Piano regolatore del 1979 ormai non più adeguato a una città profondamente trasformata, anche dalla ricostruzione post-sisma. E lo facciamo dopo aver ascoltato davvero il territorio: tutte le osservazioni pervenute sono state esaminate e hanno contribuito a definire il perimetro finale.” Il responsabile ha precisato che il passaggio in Aula resta il prossimo snodo: “Ora il percorso prosegue in Consiglio comunale, dove porteremo lo stesso perimetro per l’approvazione definitiva”.
Coordinamento tecnico e obiettivi della pianificazione
Il lavoro è stato coordinato dai professori Livio Sacchi e Pierluigi Mantini con supporto tecnico-scientifico dell’Università dell’Aquila e dell’Ufficio di Piano istituito dall’Amministrazione. L’impianto recepisce gli indirizzi della legge regionale 58 del 2026, ponendo al centro la rigenerazione urbana e la riduzione del consumo di suolo. Secondo l’assessore, l’avanzamento rappresenta “È un passo concreto verso una pianificazione moderna, partecipata e all’altezza dell’Aquila di oggi.” L’assetto del perimetro fungerà da base per norme, strategie e interventi che il nuovo piano articolerà nelle successive fasi amministrative.
La definizione del perimetro ha valore operativo per incrociare strumenti e risorse della ricostruzione e della programmazione settoriale. In particolare, l’inquadramento topografico e funzionale delle aree urbanizzate rende più chiara la selezione degli ambiti prioritari di rigenerazione la localizzazione di servizi e la connessione con la rete delle infrastrutture. Ciò rafforza la capacità del Comune di integrare progetti materiali e immateriali, compresi quelli legati alla valorizzazione culturale.
Capitale 2026: proposte di governance e monitoraggio
In parallelo, in Consiglio comunale è stata depositata dall’opposizione una proposta per orientare l’eredità di Capitale Italiana della Cultura 2026 oltre l’anno delle celebrazioni. Il documento ribadisce che il budget complessivo supera i 15 milioni di euro, tra contributi ministeriali e fondi Restart e richiede che i finanziamenti generino risultati misurabili e impatti duraturi. Sono segnalate criticità: non risultano ancora noti gli esiti del bando Restart Filone B2 per le associazioni, non è stato pubblicato il Filone C per i comuni del comprensorio e non è partito il progetto “L’Aquila Città Territorio”.
Tra le azioni proposte figurano un’“Alleanza cittadina per la Capitale della Cultura” da sviluppare in Terza Commissione, l’istituzione di un comitato di personalità del panorama culturale nazionale, un tavolo con la Regione Abruzzo sulle istituzioni culturali locali e l’avvio, entro il 2026, di una Fondazione di partecipazione con al centro la Perdonanza Celestiniana. Il raccordo tra pianificazione urbanistica e governance culturale viene così posto al centro: il perimetro urbanizzato può diventare il riferimento spaziale per infrastrutture, servizi e progetti culturali destinati a lasciare tracce stabili sul territorio.
Prossimo passaggio in Consiglio e quadro in evoluzione
L’Amministrazione porterà il perimetro in Consiglio per l’approvazione definitiva, mantenendo ferme le previsioni urbanistiche vigenti nella fase transitoria. La discussione in Aula si intreccerà con il monitoraggio degli strumenti finanziari legati a Capitale 2026 in un contesto che sollecita governance, partecipazione e trasparenza sui cantieri amministrativi in corso. La coerenza tra confini dell’urbanizzato, programmazione culturale e reti di servizi viene indicata come fattore abilitante per tradurre eventi e piani in interventi misurabili.
L’evoluzione del dossier resta aperta all’esito delle deliberazioni consiliari e degli avanzamenti dei bandi Restart. La combinazione di basi tecniche chiare, come la mappa del territorio urbanizzato e strumenti organizzativi stabili, come le proposte di alleanza e fondazione è al centro dell’attenzione istituzionale e cittadina, con aggiornamenti attesi sulle prossime tappe amministrative.



