7 novembre 2026 🌤 8°

Opere d’arte rubate alla Lilli Petroli: un colpo da professionisti

Una notte di lavoro intensivo ha portato alla scomparsa di capolavori di Manzù e Picasso dagli uffici della Lilli Petroli. Scopri come è stato possibile questo colpo da professionisti.

Opere d’arte rubate alla Lilli Petroli: un colpo da professionisti

Nella notte tra lunedì e martedì, una banda di ladri ha messo a segno un clamoroso furto negli uffici direzionali della Società Lilli Petroli situata nella Piana del Cavaliere all’uscita del casello autostradale di Carsoli. Le opere d’arte trafugate, tra cui capolavori di Giacomo Manzù e Pablo Picasso hanno un valore stimato tra i 4 e i 5 milioni di euro.

Un’operazione pianificata nei minimi dettagli

Secondo le prime ricostruzioni, i malviventi, una decina in totale, si sono introdotti nell’area industriale intorno alle 22 di lunedì e hanno operato indisturbati fino alle 6 del mattino di martedì. Per garantire una via di fuga, il gruppo ha utilizzato un camion Mercedes dell’azienda come ariete, riuscendo ad abbattere il pesante cancello d’acciaio, dotato di chiusura a pistoni e del peso di diverse tonnellate.

Le opere trafugate

Tra le opere rubate figurano autentici capolavori di straordinario valore artistico e storico. La più imponente è “La Ballerina” di Giacomo Manzù, una scultura in bronzo, pezzo unico, del peso di circa dieci quintali. Rubate anche “Testa di Inge” e “Papa” sempre di Manzù, oltre ad alcuni bassorilievi attribuiti a Pablo Picasso.

Le indagini in corso

Sull’accaduto stanno indagando i militari del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale dell’Aquila affiancati dai carabinieri territoriali. Per l’intera giornata sono stati effettuati rilievi tecnici, repertate impronte e raccolti altri elementi utili alle indagini. Acquisite anche le immagini dell’impianto di videosorveglianza, che potrebbero consentire di ricostruire gli spostamenti della banda e individuare il percorso seguito dopo la fuga.

Gli investigatori stanno inoltre incrociando i dati con la banca dati nazionale delle opere d’arte rubate del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale uno degli strumenti investigativi più importanti per il recupero dei beni trafugati. “È strano” ha notato una parente, “che nessuno abbia notato i malviventi e nessuno si sia accorto del cancello completamente distrutto.”

Le dichiarazioni del titolare

Profondamente colpito dall’accaduto il patron della Lilli Petroli, Mauro Lilli storico imprenditore abruzzese del settore energetico e figura di riferimento nella distribuzione di carburanti in Abruzzo e in altre regioni italiane. “Sono riusciti ad abbattere un cancello di diverse tonnellate con chiusura a pistoni, ed è qualcosa di incredibile”, ha dichiarato l’imprenditore. “In passato avevano già tentato di entrare, ma non erano riusciti a uscire proprio perché quel cancello era impossibile da abbattere. Questa volta, invece, ci sono riusciti. Mi chiedo come sia possibile che nessuno abbia sentito il frastuono provocato da un’operazione del genere.”

“Le opere non erano assicurate” aggiunge Mauro Lilli “e le sculture di grandi dimensioni finiscono solitamente nascoste in depositi segreti, vendute a collezionisti privati senza scrupoli o usate come merce di scambio illecita, oppure finiscono al mercato estero. I ladri spesso rubano anche su commissione.”

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