Il processo a Emiliano Volpe imputato per istigazione al suicidio ha portato alla luce dettagli agghiaccianti sul rapporto tra il giovane romano e Andrea Prospero il diciannovenne di Lanciano trovato senza vita il 29 in un bed & breakfast di Perugia.
Le chat di Telegram analizzate dalla Polizia Postale di Perugia hanno rivelato un rapporto virtuale iniziato nel 2026 e degenerato nel corso del tempo. Le conversazioni tra i due giovani, iniziate con confidenze su ansie e difficoltà personali, hanno preso una piega drammatica nel .
Le chat di Telegram: un rapporto virtuale che ha portato alla tragedia
Andrea Prospero, affetto da ansia sociale e terrorizzato dall’idea di confessare alla famiglia l’intenzione di abbandonare gli studi, aveva trovato in Emiliano Volpe un confidente. Le chat, iniziate con confidenze su difficoltà personali, hanno preso una piega drammatica quando Prospero ha rivelato i suoi pensieri cupi.
Volpe, con il nickname Valemno ha risposto con suggerimenti su come procurarsi farmaci letali. Le chat mostrano una macabra precisione nei dettagli, con Prospero che chiede informazioni sugli effetti dello Xanax e dell’ossicodone e Volpe che lo incoraggia a ingerire le pasticche.
Il 23 Prospero ha acquistato sette pasticche di ossicodone da un fornitore campano, pagando con moneta virtuale. Il giorno successivo, il 24 ha ingerito le pasticche sotto l’incitamento di Volpe, che gli ha scritto: “Mangia tutte e sette le pasticche e basta. Ce la puoi fare. Vai. Ammazzati”.
Le testimonianze in aula: amici e investigatori
Durante il processo, sono stati ascoltati amici di Andrea Prospero, che lo hanno descritto come un bravissimo ragazzo timido ma appassionato di calcio e internet. Gli amici hanno dichiarato di non essere a conoscenza di un disagio interiore manifestato apertamente dal giovane.
La Polizia Postale di Perugia rappresentata dal commissario Giovannelli e dall’ispettore Garrisi ha illustrato il contenuto delle chat estratte dai cellulari dei due giovani. Gli investigatori hanno sottolineato che entrambi i ragazzi non erano degli sprovveduti in rete e sapevano come procurarsi determinati farmaci.
Le chat mostrano anche i messaggi inviati da Volpe il giorno del suicidio, con inviti espliciti a ingerire le pasticche. Prospero, in cerca di conferme e incoraggiamento, ha risposto: “Sono un senza p. Dammi più incoraggiamento”.
Le ultime ore di Andrea Prospero
Il 25 mentre Andrea si trovava in una stanza di via del Prospetto i messaggi di Volpe si sono fatti sempre più pressanti e spietati: “Vai ammazzati e basta, senza fare storie”. Quando Prospero ha smesso di rispondere, Volpe non ha allertato i soccorsi, ma ha aggiunto un altro utente alla chat, soprannominato Thomas Burberry che la Polizia Postale non è riuscita a identificare.
Il commento di Volpe è stato agghiacciante: “Vai parla con un morto” per poi concludere con un cinico “300 euro nel cesso” riferendosi forse a un credito che vantava con la vittima.
La prossima udienza è fissata per il 9 luglio quando sarà ascoltata la criminologa Roberta Bruzzone consulente della parte civile. Il processo continua a sollevare domande sul ruolo delle chat e dei social network nella vita dei giovani.



