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Ritrovate le sorelline Alisya e Sarah a Formia: la svolta delle indagini

Dopo giorni di ansia, le sorelline Alisya e Sarah sono state ritrovate in buone condizioni a Formia. Ecco come si è svolto il blitz e cosa accadrà ora.

Ritrovate le sorelline Alisya e Sarah a Formia: la svolta delle indagini

Alisya e Sarah Di Giacinto 16 e 12 anni, sono state ritrovate nella serata di domenica in un appartamento al quartiere Rio Fresco-Scacciagalline di Formia, dopo 14 giorni di ricerche coordinate tra Abruzzo e Lazio. Il blitz dei Carabinieri disposto dalla Procura di Sulmona ha raggiunto il quarto piano di un palazzo popolare dove le minori erano ospiti della zia materna ottantenne.

Il ritrovamento ha interrotto una scomparsa che ha mobilitato più reparti investigativi e strutture sociali. Le ragazze sono apparse spaventate ma in buone condizioni e sono state trasferite in una casa famiglia protetta con il supporto del tutore, il sindaco di Minturno Gerardo Stefanelli. Ultimo aggiornamento: 23 giugno 2026.

Il blitz a Formia e il trasferimento in protezione

Secondo la prima ricostruzione, la svolta è arrivata grazie all’intercettazione di una videochiamata che ha consentito di localizzare l’appartamento nell’area Scacciagalline non lontano dall’abitazione della madre. Intorno alle 21:15, il sindaco-tutore è stato avvisato dell’operazione ed è arrivato sul posto. «Sono corso immediatamente», ha riferito, seguendo poi lo spostamento delle minori verso una struttura protetta con le operatrici sociali.

Poco prima della mezzanotte è sopraggiunto il padre, Stefano Di Giacinto che ha accusato un malore e si è poi ripreso per riabbracciare le figlie. «È finito un incubo che durava da troppi giorni», ha detto. In un messaggio, ha aggiunto: «Papà ha lottato sempre per voi e adesso è arrivato il vostro momento, ora dovete essere più forti di prima». Il suo legale, Francesco Riccardi ha sintetizzato: «Le abbiamo salvate per la seconda volta».

Indagini coordinate tra Abruzzo e Lazio: le accuse e i ruoli

Le ricerche, inizialmente concentrate tra il lago di Barrea e l’Alto Sangro, sono state dirette dai Carabinieri del Comando provinciale dell’Aquila con il supporto del ROS e del Comando provinciale di Latina. Il procuratore capo di Sulmona, Luciano D’Angelo ha seguito le operazioni mentre la Procura di Cassino, con il procuratore Carlo Fucci ha disposto perquisizioni nel sud del Lazio. L’ipotesi di reato iniziale è la sottrazione di minori mentre per la madre Valentina D’Acunto e il compagno Vincenzo Esposito sono scattati fermi per sequestro di persona anche il nonno materno, Marco D’Acunto risulta coinvolto nel fascicolo.

Gli inquirenti stanno ricostruendo gli spostamenti: le sorelle sarebbero arrivate a Formia circa dieci giorni fa, poco dopo l’allontanamento dalla casa famiglia in Abruzzo. Le minori verranno ascoltate con le tutele previste, in coordinamento con il giudice tutelare. «La parte difficile inizia ora», ha osservato il procuratore D’Angelo, riferendosi alla necessità di garantire un percorso protetto e stabile, mentre il sindaco-tutore ha anticipato di voler definire una sistemazione temporanea in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria.

Voci dalla famiglia e atti acquisiti: audio e testimonianze

La madre, Valentina D’Acunto aveva manifestato timori sulla sorte delle figlie. Il suo legale, Enrico Mastantuono ha riferito che la donna era convinta che le ragazze «non ci siano più». Gli investigatori l’hanno sentita in caserma e hanno acquisito un fascicolo civile sull’allontanamento delle minori dai genitori, ritenuto utile per chiarire il contesto delle misure di protezione e le comunicazioni intercorse con le strutture.

Un elemento agli atti è un audio di sei secondi in cui, secondo la difesa della madre, un’operatrice, infastidita mentre Sarah chiedeva di restare al telefono, dice: «Hai rotto, riattacca». La registrazione è stata acquisita dalla Procura di Sulmona come possibile materiale probatorio per valutare il clima nella struttura e il rapporto tra minori e operatori, senza che al momento se ne conosca il preciso peso processuale.

Il fidanzato ascoltato e gli sviluppi investigativi

Un ruolo operativo lo ha avuto Youssef 18 anni, fidanzato di Alisya ascoltato per circa sei ore dal procuratore di Sulmona. Il giovane ha sostenuto che le ragazze sarebbero state prelevate da familiari e condotte in una località che lui non conosceva, esprimendo preoccupazione per la loro incolumità. Gli inquirenti stanno verificando la coerenza delle sue dichiarazioni con i riscontri tecnici, incluse le acquisizioni digitali collegate alla videochiamata che ha indirizzato il blitz a Formia.

Resta centrale la tutela delle minori. Le due sorelle sono state formalmente affidate al Comune di Minturno con il sindaco Stefanelli in qualità di tutore, mentre proseguono gli accertamenti su eventuali aiuti alla fuga e sulle responsabilità penali di ciascun adulto coinvolto. Le prossime ore vedranno l’audizione protetta delle ragazze e la definizione delle misure di protezione più adeguate, a valle del confronto tra Procura minorile, Procura ordinaria e servizi sociali competenti.

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