Il collegamento ferroviario tra Roma e Pescara è un tema di grande attualità per l’Abruzzo. L’avvocato Aurelio Cambise ha recentemente sollevato una questione cruciale: il treno regionale veloce 19762 delle 18:45 dovrebbe tornare a partire da Roma Termini anziché da Roma Tiburtina. Inoltre, i tempi di percorrenza, attualmente superiori a tre ore e mezza, devono essere ridotti per diventare competitivi.
Questo collegamento è vitale per lavoratori, studenti e professionisti che si spostano quotidianamente tra la Capitale e l’Abruzzo. La partenza da Roma Tiburtina, infatti, rende il servizio meno accessibile e meno efficiente. Inoltre, la linea ferroviaria necessita di un adeguamento e potenziamento per garantire tempi di viaggio più brevi e un servizio di qualità.
Il paradosso dei tempi di percorrenza
Un confronto storico rivela un paradosso sorprendente. Nel 1992, l’Intercity Gianicolo 580 collegava Roma Termini a Pescara Centrale in 3 ore e 2 minuti mentre oggi il regionale veloce può impiegare fino a quasi quattro ore. L’Intercity Amiternus 581 invece, percorreva il tragitto inverso in 3 ore e 10 minuti. Questi collegamenti diretti, con fermate ad Avezzano, Sulmona e Chieti, dimostrano che in passato era possibile offrire un servizio più efficiente.
Oggi, invece, il servizio è meno competitivo. Durante la precedente giunta regionale guidata da Luciano D’Alfonso, i tempi di percorrenza erano di circa 3 ore e 20 minuti. Ora, il servizio è peggiorato, e la domanda è inevitabile: perché un collegamento strategico come la Roma-Pescara non riesce a esprimere tutto il suo potenziale?
La Roma-Pescara: una direttrice strategica
La linea ferroviaria Roma-Pescara non è solo un collegamento regionale, ma una direttrice fondamentale di livello nazionale ed europeo. Collegando il Tirreno all’Adriatico, questa linea mette in relazione la Capitale con l’area portuale abruzzese e il sistema produttivo e logistico dell’Adriatico. Inoltre, si inserisce nel corridoio intermodale trasversale Barcellona-Civitavecchia-Pescara-Ortona-Vasto-Ploče in Croazia, favorendo la mobilità delle persone e delle merci.
Spostare risorse dalla Roma-Pescara alla Pescara-Ancona sarebbe un errore strategico. Le due infrastrutture non sono comparabili: la Roma-Pescara ha un ruolo centrale nel collegamento tra il Mediterraneo occidentale e l’Adriatico, rafforzando la posizione dell’Abruzzo nelle reti nazionali ed europee dei trasporti.
Le richieste per migliorare il servizio
Per migliorare il collegamento Roma-Pescara, sono necessari interventi concreti. Tra le azioni indispensabili, Cambise indica:
- Ripristinare la partenza del regionale veloce 19762 delle 18:45 da Roma Termini;
- Mantenere il collegamento diretto nella fascia serale;
- Completare il raddoppio della linea Roma-Pescara;
- Velocizzare l’intera direttrice;
- Non sottrarre risorse alla Roma-Pescara;
- Lavorare al riconoscimento del corridoio intermodale trasversale Barcellona-Civitavecchia-Pescara-Ortona-Vasto-Ploče.
Non si può rendere un servizio meno competitivo e poi utilizzare la riduzione dei passeggeri come argomento per cancellarlo. La soluzione è far funzionare meglio il treno e, soprattutto, adeguare finalmente la linea.
La Roma-Pescara non deve essere considerata una voce di spesa da comprimere, ma un investimento strategico per il futuro dell’Abruzzo. È su questo che la Regione Abruzzo dovrebbe concentrare il proprio impegno: più infrastrutture, più collegamenti, tempi più brevi e un servizio ferroviario realmente competitivo per i cittadini abruzzesi.



