Lo stabilimento Tekne di Ortona è al centro di una crisi che ha visto i lavoratori scendere in sciopero per il mancato pagamento degli stipendi. La situazione è diventata critica dopo le ultime notizie riguardanti Nuburu, la società statunitense che dovrebbe rilevare l’azienda. Nonostante l’intervento di Nuburu, che ha stanziato 2 milioni di euro per garantire il pagamento delle retribuzioni, le preoccupazioni dei lavoratori e del sindacato restano.
Lo sciopero e l’intervento di Nuburu
Lunedì 20 luglio, i lavoratori di Tekne hanno indetto un’ora di sciopero con assemblea per protestare contro il mancato pagamento degli stipendi e per esprimere le loro preoccupazioni riguardo al futuro dell’azienda. La protesta è stata organizzata dalla Fiom Cgil Chieti e dalla Rsu Fiom Tekne, che hanno richiamato le società coinvolte al rispetto degli impegni assunti in un recente incontro ufficiale.
Nel pomeriggio dello stesso giorno, Nuburu ha annunciato lo stanziamento di 2 milioni di euro per garantire il pagamento degli stipendi e la continuità operativa di Tekne. La società ha ribadito che la tutela dell’occupazione e del patrimonio industriale sono priorità assolute e ha confermato la fiducia nel percorso istituzionale in attesa della conclusione della procedura di Golden Power.
Le preoccupazioni del sindacato
Nonostante il pagamento degli stipendi, il sindacato ha espresso forti preoccupazioni riguardo alla solidità del progetto industriale. La Fiom Cgil Chieti e la Rsu Fiom Tekne hanno dichiarato che “un bonifico risolve l’emergenza immediata, ma non basta ancora a dissipare i dubbi sulla solidità e sulla continuità del progetto industriale”.
Il sindacato ha sottolineato che la situazione finanziaria di Nuburu rimane preoccupante e ha richiesto che le aziende coinvolte dimostrino con atti concreti la sostenibilità del progetto. Inoltre, la Fiom ha sollecitato l’intervento del governo, ricordando che la precedente richiesta di autorizzazione nell’ambito della Golden Power era stata respinta.
La decisione del governo e l’interessamento di Ares
Nei prossimi giorni è attesa la decisione del governo sulla seconda richiesta di autorizzazione nell’ambito della procedura di Golden Power. Questa decisione sarà cruciale per comprendere quale futuro si intenda costruire per un’azienda strategica per il territorio, per il comparto della difesa e per l’interesse nazionale.
Inoltre, è emerso l’interessamento di Ares, un fondo statunitense attivo nel settore degli investimenti, per il futuro di Tekne. Questo ulteriore elemento contribuisce a rendere ancora più delicata e incerta la partita industriale.
Le richieste del sindacato
La Fiom ha evidenziato il senso di responsabilità dimostrato finora dai dipendenti, che hanno continuato a lavorare difendendo l’azienda e confidando nel progetto di rilancio. “Adesso quella responsabilità merita risposte e soluzioni”, hanno affermato i rappresentanti sindacali.
Il sindacato ha richiesto che il governo assuma rapidamente le proprie determinazioni, salvaguardando la continuità produttiva, i livelli occupazionali e gli investimenti annunciati. In assenza di risposte, la Fiom ha annunciato l’intenzione di intensificare le iniziative sindacali e istituzionali, chiedendo l’intervento della prefettura, della Regione e del governo per arrivare a una soluzione definitiva di una vertenza che va avanti da troppo tempo.


