Tommaso Cotellessa, un giovane aquilano di 25 anni, ha raggiunto un traguardo significativo nel mondo del giornalismo. Dopo aver superato l’esame di idoneità professionale lo scorso gennaio, è diventato il più giovane giornalista professionista d’Abruzzo. Il suo percorso, iniziato da giovanissimo, lo ha portato a collaborare con diverse testate e a condurre programmi televisivi, dimostrando una passione e una dedizione straordinarie per la professione.
Laureato in Filosofia e teoria dei processi comunicativi presso l’Università dell’Aquila, Tommaso sta attualmente frequentando la laurea magistrale in Scienze filosofiche all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Il suo interesse per il giornalismo è nato fin da bambino, ma è durante gli anni del liceo classico Domenico Cotugno che ha iniziato a collaborare con il giornalino scolastico “I Portici”.
Dai primi passi al successo professionale
Il percorso di Tommaso nel giornalismo è iniziato in modo informale, con la creazione di un blog durante il lockdown e una web tv realizzata con altri giovani durante la pandemia. Queste esperienze lo hanno preparato per il suo debutto professionale nel 2021 con LaQtv, dove ha ideato e condotto il programma televisivo «Spazio Occupato» per tre stagioni. Il programma, dedicato alla cultura, alla politica e all’attualità, ha permesso a Tommaso di affrontare temi complessi e di intervistare personalità di spicco.
Parallelamente alla televisione, Tommaso ha iniziato a scrivere per il quotidiano online NewsTown e per il quotidiano digitale A4, occupandosi principalmente di cronaca, politica e cultura dell’Aquila e dell’Abruzzo. La sua capacità di raccontare storie complesse e di ascoltare le persone lo ha reso un giornalista apprezzato e rispettato.
Le sfide e le opportunità
Essere così giovane nel mondo del giornalismo non è stato sempre facile per Tommaso. Ha affrontato diverse difficoltà, soprattutto quando si è trovato a dialogare con interlocutori più grandi ed esperti. Tuttavia, la sua esperienza maturata durante gli anni della scuola e la conduzione di «Spazio Occupato» lo hanno aiutato a governare i confronti più delicati.
Tommaso è convinto che il giornalista debba essere capace di ascoltare e comprendere, senza rinunciare al proprio punto di vista. La sua formazione filosofica lo ha aiutato a porsi domande e a non pretendere di possedere già la verità. Questo approccio gli ha permesso di intervistare persone con idee diverse dalle sue, dando voce a storie e prospettive diverse.
Il futuro del giornalismo
Oggi, con il tesserino da professionista in tasca, Tommaso guarda al suo percorso come a una tappa di una professione che richiede studio, curiosità e capacità di ascolto. È consapevole di avere ancora tanto da imparare e non si sente nella posizione di dare lezioni a nessuno. Tuttavia, è convinto che il fattore umano sia ciò che distingue un giornalista dall’intelligenza artificiale.
La capacità di ascoltare, comprendere e intuire è fondamentale per un giornalista, soprattutto in un’epoca in cui i social media permettono a chiunque di diffondere informazioni. Tommaso sottolinea l’importanza di verificare le notizie e di assumersi la responsabilità di ciò che si pubblica. La dignità di un giornale sta nella garanzia offerta al lettore che quello che sta leggendo sia stato verificato.
Se domani gli affidassero la prima pagina di un grande quotidiano nazionale, Tommaso vorrebbe raccontare la storia di qualcuno incontrato per strada, magari di una persona arrivata in Abruzzo da lontano. Vorrebbe raccontare L’Aquila attraverso gli occhi di chi viene da fuori, una città che ha conosciuto la distruzione ma che continua a ricostruirsi.



