Le operazioni di soccorso a Macuto, in Venezuela, hanno visto impegnati anche operatori italiani coordinati dal Comando Provinciale di Torino. Tra i protagonisti della missione c’è Federico Passeri funzionario operativo dei Vigili del Fuoco originario di Francavilla al Mare che offre una testimonianza diretta sulle difficili scelte fatte durante le ricerche.
Il momento chiave del racconto riguarda la decisione di abbandonare un sito dove si sperava di recuperare una donna e i suoi figli rimasti sotto le macerie: un’ulteriore scossa, registrata con magnitudo 4.7 ha trasformato il quadro operativo e imposto la sospensione delle operazioni su quell’obiettivo.
Perché il team ha ritenuto necessario interrompere le ricerche a Macuto
Secondo la ricostruzione fornita da Passeri le speranze iniziali erano concrete e sostenute da elementi tecnici ritenuti affidabili: “Ciò che rimane è l’amarezza perché la notte avevamo solidissime speranze di poter tirar fuori quella donna“. Tuttavia, la successiva scossa ha cambiato le condizioni strutturali e ha fatto venire meno i segnali che potevano suggerire la presenza di sopravvissuti. In quell’istante il gruppo – valutando i rischi per gli operatori e l’assenza di segni di vita – ha scelto, con grande dispiacere, di sgomberare il sito e proseguire con altre priorità.
Valutazioni tecniche e sicurezza degli operatori
La decisione illustrata da Passeri è ancorata a considerazioni operative concrete: la presenza di una nuova scossa aumenta il rischio di ulteriori crolli e rende imprevedibile lo scenario. Il termine segnali di vita utilizzato per indicare qualsiasi indicazione rilevabile di persone intrappolate, è centrale nelle valutazioni; quando tali segnali non sono più presenti, le squadre devono bilanciare la speranza del salvataggio con la necessità di tutelare la sicurezza del personale coinvolto.
Il ruolo e la testimonianza di Federico Passeri nelle operazioni internazionali
Federico Passeri non era sul posto in veste esclusivamente operativa: ricopre il ruolo di planning officer del modulo internazionale Ita 02 – Urban Search Rescue incaricato di preparare e coordinare missioni dal punto di vista operativo e logistico. La sua presenza tra i soccorritori ha permesso di avere un punto di vista sia tecnico che organizzativo sulle fasi critiche dell’intervento. “Personalmente ero stato il primo ad arrivare“, racconta, ricordando la concitazione iniziale: “c’è stata una situazione molto concitata“.
Il lavoro del planning officer comprende la valutazione dei rischi, l’allocazione delle risorse e la pianificazione dei turni di intervento; in contesti con scosse sismiche ripetute, queste attività diventano ancora più complesse. La testimonianza di Passeri sottolinea come, anche quando le informazioni iniziali appaiono “molto molto solide e molto importante“, la dinamica sismica può mutare rapidamente il contesto operativo.
Coordinamento internazionale e priorità d’intervento
Le operazioni a Macuto hanno visto la partecipazione di moduli internazionali specializzati in search and rescue urbano. In questi contesti, il coordinamento tra team è cruciale per decidere dove concentrare uomini e mezzi: la sospensione degli interventi su un sito particolarmente compromesso consente di riallocare risorse verso aree dove le probabilità di salvataggio sono più elevate o dove il rischio per i soccorritori è minore. L’episodio descritto da Passeri mette in luce la complessità delle decisioni sul campo, che uniscono elementi tecnici, informazioni immediate e responsabilità umana.
La testimonianza non nasconde il sentimento di delusione dei soccorritori: l’amarezza per non aver potuto portare a termine un salvataggio rimane palpabile, ma è bilanciata dalla consapevolezza che la sicurezza degli operatori e la valutazione oggettiva delle condizioni sono elementi imprescindibili nelle emergenze sismiche.



