Le complesse attività di spegnimento dell’incendio che da due giorni interessano il magazzino dei prodotti confezionati dello stabilimento Lazzaroni a Piane Mavone di Colledara in provincia di Teramo sono andate avanti per tutta la giornata. Sul posto le operazioni sono state caratterizzate dall’uso combinato di mezzi tradizionali e tecnologie avanzate, adottate per tutelare il personale e per garantire un intervento efficace in un’area a rischio di cedimenti strutturali.
Per sostenere l’attività dei mezzi dei Vigili del Fuoco è intervenuta d’urgenza la società Ruzzo Reti che ha realizzato una linea idrica diretta ad alta portata e pressione collegata a un idrante stradale. Questa soluzione è stata messa in opera con l’obiettivo di assicurare un flusso d’acqua costante sia per le autopompe tradizionali sia per l’alimentazione dei sistemi tecnologici schierati sul campo.
Allestimento della condotta idrica d’emergenza operata da Ruzzo Reti
La nuova condotta predisposta da Ruzzo Reti è stata pensata per fornire una portata e una pressione adeguate alle esigenze di un incendio di grande entità. Il collegamento all’idrante stradale ha permesso di mantenere un rifornimento continuo di acqua, essenziale non solo per i mezzi convenzionali dei Vigili del Fuoco ma anche per i dispositivi robotizzati impiegati nelle zone più pericolose. Questo approccio ha limitato i tempi di ricomposizione delle squadre e ha contribuito a una gestione più stabile della risorsa idrica durante le operazioni.
Ruolo pratico della linea ad alta portata
In uno scenario operativo dove la continuità del flusso è cruciale, la condotta ha avuto il compito di alimentare
autopompe e sistemi tecnologici senza interruzione. La disponibilità di acqua a pressione elevata ha consentito di mantenere getti potenti e prolungati, migliorando l’efficacia degli attacchi al fronte dell’incendio e riducendo il rischio che la mancanza d’acqua ostacolasse le manovre dei soccorritori.
Impiego di mezzi robotizzati e coordinamento dei Vigili del Fuoco di Teramo
Per operare in sicurezza all’interno del magazzino, dove il rischio di crolli rende pericolose le azioni a distanza ravvicinata, le squadre hanno utilizzato mezzi robotizzati. Tra questi spicca il LUF 60 un sistema cingolato radiocomandato che permette di lanciare getti ad altissima pressione direttamente sul fronte dell’incendio mantenendo gli operatori a distanza di sicurezza. L’uso di tali macchine ha ridotto l’esposizione del personale ai rischi strutturali e alle alte temperature.
Coordinamento e turnazione delle squadre
Le delicate manovre di contenimento e bonifica sono state coordinate dal Funzionario di servizio del Comando dei Vigili del Fuoco di Teramo che ha garantito la gestione e l’avvicendamento delle squadre e dei mezzi speciali impiegati. Il coordinamento ha incluso la pianificazione delle azioni dei robot, la gestione delle risorse idriche fornite dalla condotta di emergenza e il monitoraggio continuo dell’evoluzione dello scenario per ridurre i rischi operativi.
In attesa di una verifica finale degli effetti prodotti dalle fiamme, una prima stima dei danni causati dall’incendio raggiunge la cifra di oltre un milione di euro. Questa valutazione preliminare tiene conto dei beni contenuti nel magazzino e delle potenziali ripercussioni sull’attività produttiva dello stabilimento, ma dovrà essere confermata dalle accertazioni tecniche e amministrative che seguiranno una volta che l’area sarà dichiarata sicura.
Le operazioni proseguono con l’obiettivo di circoscrivere completamente il rogo, mettere in sicurezza le strutture danneggiate e consentire gli accertamenti necessari per stabilire l’entità definitiva delle perdite. L’intervento congiunto di risorse umane e tecnologie specializzate è apparso determinante per limitare l’impatto dell’evento e per preservare l’incolumità degli operatori impegnati sul luogo dell’emergenza.



