Il Comune di Sulmona ha deciso di non costituirsi parte civile nel procedimento giudiziario riguardante la villa sorta in via Tratturo, un’area classificata dal Piano regolatore come parco urbano e territoriale. La scelta del sindaco Luca Tirabassi è stata definita “prettamente tecnica e strategica”, ma il Coordinamento Per il clima – Fuori dal fossile la interpreta come un rifiuto a difendere l’interesse collettivo.
La vicenda riguarda una costruzione privata realizzata in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico ex legge 431/1985, dove non è consentito costruire. La baracca, inizialmente abusiva, è stata oggetto di una sanatoria poi annullata nel 1991 dal Ministero dei Beni Culturali e Ambientali. Nonostante ciò, la struttura è stata trasformata in una villa, sfruttando il superbonus 110% e la legge regionale 49/2012, che però non avrebbe dovuto trovare applicazione in questo caso.
Le accuse del Coordinamento Per il clima – Fuori dal fossile
Nel comunicato stampa firmato da Mario Pizzola, il Coordinamento accusa il sindaco Tirabassi di confondere il piano giudiziario con quello politico-amministrativo. “Se alla Magistratura spetta accertare le responsabilità individuali, al Comune spetta tutelare l’interesse collettivo e l’immagine della città”, si legge nel testo.
Il Coordinamento elenca una serie di elementi che, a loro giudizio, renderebbero doverosa la costituzione di parte civile: il vincolo paesaggistico l’annullamento della sanatoria del 1991, l’uso improprio della baracca, l’applicazione errata della legge regionale 49/2012 e l’utilizzo del superbonus 110% per un intervento considerato “assolutamente inaccettabile”.
La baracca prima di diventare una villa
Il comunicato punta il dito anche contro la minoranza consiliare, accusata di mantenere un “silenzio assordante”, e ricorda come la precedente amministrazione Di Piero avesse adottato la stessa linea di non intervento, arrivando persino a definire una verifica sulle autorizzazioni come “illegittima interferenza”.
Secondo i Comitati, Tirabassi si colloca nella scia del suo predecessore, tradendo il mandato elettorale e svuotando di senso il ruolo politico-amministrativo del Comune. “Se tutto il potere decisionale è dei tecnici, perché i cittadini vengono chiamati alle urne ogni cinque anni?”, si chiedono gli attivisti.
Il ruolo del sindaco e la Costituzione
Il Coordinamento ricorda al sindaco Tirabassi l’articolo 97 della Costituzione italiana che recita: “I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione”. “E chi dovrebbe garantire il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione se non chi, come lui, è il massimo organo responsabile del Comune e per legge sovrintende al funzionamento dei servizi e degli uffici?”, si chiedono gli attivisti.
La vicenda solleva interrogativi sul ruolo del Comune nella tutela del patrimonio urbano e sulla responsabilità dei suoi rappresentanti. Mentre il processo giudiziario segue il suo corso, la decisione del sindaco Tirabassi di non costituirsi parte civile continua a dividere l’opinione pubblica.



