8 novembre 2026 🌫 6°

Villa abusiva a Sulmona: il Comune non si costituisce parte civile

Il Comune di Sulmona ha scelto di non costituirsi parte civile nel processo sulla villa di via Tratturo, area vincolata come parco urbano. Il Coordinamento Per il clima – Fuori dal fossile accusa il sindaco Tirabassi di abdicare alle sue responsabilità.

Villa abusiva a Sulmona: il Comune non si costituisce parte civile

Il Comune di Sulmona ha deciso di non costituirsi parte civile nel procedimento giudiziario riguardante la villa sorta in via Tratturo, un’area classificata dal Piano regolatore come parco urbano e territoriale. La scelta del sindaco Luca Tirabassi è stata definita “prettamente tecnica e strategica”, ma il Coordinamento Per il clima – Fuori dal fossile la interpreta come un rifiuto a difendere l’interesse collettivo.

La vicenda riguarda una costruzione privata realizzata in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico ex legge 431/1985, dove non è consentito costruire. La baracca, inizialmente abusiva, è stata oggetto di una sanatoria poi annullata nel 1991 dal Ministero dei Beni Culturali e Ambientali. Nonostante ciò, la struttura è stata trasformata in una villa, sfruttando il superbonus 110% e la legge regionale 49/2012, che però non avrebbe dovuto trovare applicazione in questo caso.

Le accuse del Coordinamento Per il clima – Fuori dal fossile

Nel comunicato stampa firmato da Mario Pizzola, il Coordinamento accusa il sindaco Tirabassi di confondere il piano giudiziario con quello politico-amministrativo. “Se alla Magistratura spetta accertare le responsabilità individuali, al Comune spetta tutelare l’interesse collettivo e l’immagine della città”, si legge nel testo.

Il Coordinamento elenca una serie di elementi che, a loro giudizio, renderebbero doverosa la costituzione di parte civile: il vincolo paesaggistico l’annullamento della sanatoria del 1991, l’uso improprio della baracca, l’applicazione errata della legge regionale 49/2012 e l’utilizzo del superbonus 110% per un intervento considerato “assolutamente inaccettabile”.

La baracca prima di diventare una villa

Il comunicato punta il dito anche contro la minoranza consiliare, accusata di mantenere un “silenzio assordante”, e ricorda come la precedente amministrazione Di Piero avesse adottato la stessa linea di non intervento, arrivando persino a definire una verifica sulle autorizzazioni come “illegittima interferenza”.

Secondo i Comitati, Tirabassi si colloca nella scia del suo predecessore, tradendo il mandato elettorale e svuotando di senso il ruolo politico-amministrativo del Comune. “Se tutto il potere decisionale è dei tecnici, perché i cittadini vengono chiamati alle urne ogni cinque anni?”, si chiedono gli attivisti.

Il ruolo del sindaco e la Costituzione

Il Coordinamento ricorda al sindaco Tirabassi l’articolo 97 della Costituzione italiana che recita: “I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione”. “E chi dovrebbe garantire il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione se non chi, come lui, è il massimo organo responsabile del Comune e per legge sovrintende al funzionamento dei servizi e degli uffici?”, si chiedono gli attivisti.

La vicenda solleva interrogativi sul ruolo del Comune nella tutela del patrimonio urbano e sulla responsabilità dei suoi rappresentanti. Mentre il processo giudiziario segue il suo corso, la decisione del sindaco Tirabassi di non costituirsi parte civile continua a dividere l’opinione pubblica.

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