La cronaca locale di Sulmona ha registrato un episodio che ha trasformato un possibile incontro romantico in un’indagine penale. Una venticinquenne residente in città ha denunciato lo smarrimento della propria borsa dopo un pranzo e una serata trascorsi nel centro storico; a seguito della denuncia, è emerso un tentativo di ricatto che ha portato all’arresto. I fatti si sono svolti tra il bed and breakfast di Sulmona il centro storico di Sulmona e una successiva consegna concordata in Piazza XX Settembre dove i militari dell’Arma dei Carabinieri sono intervenuti in flagranza.
Incontro iniziale, smarrimento e la richiesta di denaro
Secondo la ricostruzione dei fatti, i due giovani si erano conosciuti in un locale sabato sera e avevano deciso di rivedersi la domenica per approfondire la conoscenza. La proprietaria della borsa, venticinquenne aveva invitato il presunto corteggiatore a pranzo in una struttura ricettiva cittadina, scegliendo di farsi accompagnare da un’amica come misura precauzionale. La stessa sera la donna si è accorta di non trovare più la borsa e ha presentato una denuncia di smarrimento ai Carabinieri. Dopo i tentativi infruttuosi di ritrovare l’oggetto, la situazione è degenerata quando il giovane, identificato come Hassan Ibarventiquattrenne ospite di un centro di accoglienza di Introdacqua ha inviato un messaggio fingendo di parlare con la sola proprietaria e chiedendo 100 euro per la restituzione della borsa.
Appuntamento in piazza e arresto in flagranza
L’amica della vittima, informata del contenuto del messaggio, ha coinvolto la proprietaria e insieme hanno deciso di allertare i Carabinieri per organizzare una consegna controllata. L’incontro è avvenuto in Piazza XX Settembre dove, al secondo appuntamento stabilito con il presunto estorsore, i militari hanno proceduto all’arresto in flagranza di reato. A carico del ventiquattrenne sono state contestate l’accusa di tentata estorsione — per la richiesta di 100 euro in cambio della borsa — e quella di ricettazione poiché la borsa risultava come merce sottratta. L’intervento si è svolto nel centro storico di Sulmona mettendo fine alla provocazione che aveva trasformato una parola poco felice in una vicenda giudiziaria.
Ascolto dal gip e misura cautelare
Il giorno successivo all’arresto, ieri stesso il giovane è stato sentito dal giudice per le indagini preliminari, Emanuela Cisterna. Durante l’udienza il ventiquattrenne si è avvalso della facoltà di non rispondere. Considerata la natura dell’accusa e l’entità contenuta della somma richiesta, il giudice ha convalidato l’arresto ma ha disposto una misura meno afflittiva: l’obbligo di firma presso la caserma dei Carabinieri di Introdacqua dove formalmente il giovane risiede. In base a questa disposizione, il 24enne dovrà presentarsi due volte al giorno per apporre la firma richieste dalle prescrizioni, limitando la sua libertà di movimento nei pressi del centro di accoglienza che lo ospita.
La vicenda ha assunto risvolti amari, specie perché è cominciata con un incontro che avrebbe potuto avere sviluppi sentimentali semplici e privi di nodi penali. La dinamica tra appuntamenti, smarrimento e messaggi intercorsi ha trasformato l’episodio in una procedura penale che ora proseguirà con le attività giudiziarie del caso. Nel frattempo, la donna che aveva denunciato lo smarrimento ha agito con la prudenza di coinvolgere un’amica e le forze dell’ordine, consentendo così un intervento rapido e la contestuale chiarificazione dei fatti.
Resta l’immagine di una città nota per la sua tradizione culturale che, in questa occasione, è stata teatro di un episodio di microcriminalità risolto grazie al coordinamento tra cittadini e Carabinieri. Il giovane arrestato, Hassan Ibar ora è sottoposto all’obbligo di firma e la vicenda è divenuta materia d’indagine formale: resta da capire pienamente la provenienza della borsa e se altri elementi possano emergere nelle fasi successive del procedimento.



