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Famiglia nel bosco: il progetto della casa passiva in Abruzzo

La famiglia nel bosco sta per avere una nuova casa ecosostenibile. Scopri come l'architetta Maria Mascarucci sta realizzando una dimora ecologica per Catherine e Nathan.

Famiglia nel bosco: il progetto della casa passiva in Abruzzo

La storia di Catherine e Nathan, la coppia anglo-australiana che viveva in un casolare isolato a Palmoli, in Abruzzo, ha commosso l’Italia. Dopo mesi di attesa, finalmente i lavori per la loro nuova casa ecosostenibile sono pronti per iniziare. La nuova dimora, progettata dall’architetta Maria Mascarucci, sarà una casa passiva capace di trattenere il calore e ridurre al minimo le dispersioni energetiche.

La coppia, che viveva senza elettricità né acqua corrente, ha sempre seguito una filosofia neorurale. Ora, grazie al progetto di Mascarucci, potranno vivere in un ambiente a norma, rispettoso della natura e delle esigenze dei loro tre figli.

Il progetto della nuova casa passiva

La nuova casa sarà costruita con materiali naturali ed ecosostenibili come legno e canapa. La superficie prevista è tra i 60 e i 70 metri quadrati e comprenderà due camere da letto, un bagno, un soggiorno e una cucina. Le ampie vetrate sono pensate per valorizzare il rapporto con il contesto naturale circostante.

Dal punto di vista impiantistico, l’immobile sarà allacciato alle utenze comunali per quanto riguarda l’acqua e sarà dotato di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia. Il riscaldamento non sarà necessario grazie alle elevate prestazioni energetiche dell’involucro della casa, che utilizzerà il calore prodotto dal camino, dalla cucina a legna e dagli abitanti stessi.

La filosofia dietro il progetto

Maria Mascarucci, architetta con esperienze internazionali a Parigi, Regno Unito e Marocco, ha sempre lavorato sui temi dell’architettura ecocompatibile e della bioedilizia. Il suo progetto per la famiglia nel bosco riflette questa filosofia, con un’attenzione particolare all’utilizzo di materiali naturali e a soluzioni compositive che favoriscono il risparmio energetico e riducono l’impatto ambientale.

“La casa è qui, è nel loro terreno di proprietà, quindi è praticamente nello stesso posto, nello stesso luogo”, spiega Mascarucci. “Loro erano contenti, nel senso che hanno fatto una scelta di umiltà, una casa essenziale, quindi a loro andava bene così. Però diciamo che abbiamo fatto un progetto a quattro mani assolutamente condiviso.”

I tempi e i costi del progetto

I lavori partiranno a settembre e tutte le spese saranno a carico della coppia. Finora, i costi per l’iter amministrativo sono stati sostenuti da Nathan. È stato acquistato un terreno aggiuntivo per raggiungere l’unità minima aziendale, pagato duemila euro, e si aggiungono oltre duemila euro di oneri concessori.

“Dare una cifra sul costo complessivo dell’opera è azzardato al momento, cambia dal sistema strutturale che scegliamo”, spiega l’architetta. “Non ci sono fondi pubblici, la coppia si sta adoperando per trovare i soldi. Parte dei proventi verranno dalla vendita del libro di Catherine.”

Mascarucci ha ricevuto richieste di aiuto da imprese di tutta Italia, ma sta privilegiando quelle locali per abbassare l’impatto ambientale del cantiere. “Dobbiamo ancora fare il deposito strutturale, un passaggio autorizzativo, e dall’altro ci stiamo muovendo per la logistica del cantiere: formare una squadra di imprese che costruirà la casa. Faremo tutto velocemente per iniziare a settembre. Ora c’è una fase organizzativa”, aggiunge.

“Potrei dire quattro mesi, però ecco, sperando che non ci siano intoppi”, conclude Mascarucci. La speranza è che la nuova casa sia pronta per Natale, permettendo a Catherine e Nathan di vivere di nuovo insieme ai loro tre figli.

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