Il Tribunale ha emesso ieri la sentenza relativa alla tragedia avvenuta il 18 maggio 2022 presso l’asilo “1 Maggio”, situato in via Salaria Antica Est. La decisione sposta la responsabilità dal tradizionale ritmo dell“omicidio stradale” alla valutazione della sicurezza sul lavoro un cambiamento che ha modificato significativamente le accuse rivolte ai dirigenti scolastici.
La dirigente dell’istituto, Monia Lai, è stata condannata a un anno e sei mesi di reclusione, pena sospesa, mentre il responsabile del servizio di prevenzione e protezione, Bruno Martini, ha ricevuto una pena di un anno e otto mesi, anch’essa sospesa. Il giudice Tommaso Pistone, firmatario del provvedimento, ha infatti ritenuto che la mancanza di adeguate misure di protezione abbia favorito il verificarsi dell’incidente.
Condanne della dirigenza e motivazioni giudiziarie
Secondo il pubblico ministero, la preside Lai deteneva una posizione di garanzia e, non avendo tempestivamente sospeso le attività educative di fronte al guasto del cancello, ha omesso un obbligo fondamentale di tutela. “Bastava chiedere se il cancello funzionava; in caso negativo, le lezioni avrebbero dovuto essere interrotte”, ha dichiarato il procuratore Ugo Timpano durante la requisitoria.
Il giudice ha interpretato queste omissioni come una violazione delle norme di prevenzione dei rischi tipiche di un ambiente di lavoro. Il documento di valutazione dei rischi, presentato dall’amministrazione scolastica, è stato giudicato inadeguato a individuare il pericolo derivante dal transito di veicoli all’interno dell’area di gioco. Da qui la responsabilità attribuita a Martini, designato come RSPP (responsabile del servizio di prevenzione e protezione) dalla stessa dirigente.
Dinamica dell’incidente e ruolo degli altri soggetti coinvolti
La ricostruzione dei fatti indica che la madre, Zhorova Radostina Balabanova, aveva parcheggiato l’auto all’interno del complesso per lasciare un figlio a guardia mentre si recava a prendere le gemelle. Il bambino, ancora all’interno dell’abitacolo, avrebbe toccato il cambio, facendo muovere il veicolo verso il giardino adiacente dove, in quel momento, stavano giocando diversi alunni, tra cui il piccolo Tommaso D’Agostino, di quattro anni.
L’autoveicolo si è infine immobilizzato contro la recinzione dell’area giochi, travolto il bambino e provocato ulteriori ferite a due minori in condizioni gravissime. La conduzione dell’auto è stata giudicata colpevole di omessa osservanza del sistema di frenata elettronico ma la madre ha già concordato un patteggiamento che prevede due anni di reclusione sospesa.
Assoluzione del geometra Antonello Giampaolini
Il tribunale ha assolto il geometra Giampaolini, il cui compito era la progettazione della recinzione destinata a contenere i bambini nella zona giochi. La difesa ha dimostrato che egli non era a conoscenza del traffico veicolare interno al complesso scolastico, limitandosi a definire la delimitazione fisica dell’area.
Le condanne – seppur sospese – evidenziano la necessità di un monitoraggio più rigoroso delle misure di sicurezza sul lavoro negli ambienti educativi, affinché tragedie simili siano impedite in futuro.



