Il primo giorno di scuola per i tre fratellini di Nathan e Catherine Birmingham è avvenuto mercoledì 16 settembre nella scuola pubblica di Vasto. I bambini, una bimbina di 9 anni e due gemellini di 7, sono stati accompagnati in auto da due adulti, fra cui la maestra in pensione Lidia Camilla Vallarolo che dal mese di gennaio aveva tenuto lezioni nella struttura protetta di Vasto. Per evitare il contatto con i giornalisti, i piccoli sono entrati attraverso una porta secondaria dell’istituto.
Il provvedimento del Tribunale dei Minori e il ritorno alla didattica tradizionale
Fino a poco tempo prima, la famiglia aveva optato per l’homeschooling una scelta decisa dal padre anglo-australiano e dalla madre, che vivono in un casolare rurale vicino al bosco di Palmoli. Tuttavia, il Tribunale dei Minori dell’Aquila ha disposto l’iscrizione dei tre minori a scuola pubblica, prevedendo un ricongiungimento graduale con i genitori. Da gennaio, la Casa protetta di Vasto era diventata il luogo dove i bambini ricevevano istruzione, ma il provvedimento giudiziario ha imposto il passaggio alla scuola ordinaria.
Le difficoltà logistiche per la famiglia
Il ritorno a una routine scolastica implica lunghi spostamenti. I genitori hanno sottolineato che i bambini dovranno percorrere diverse decine di chilometri per raggiungere la scuola, con tragitti che variano da 100 a 500 metri a seconda del punto di partenza, e viaggi di qualche centinaio di metri per le uscite giornaliere. Il sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli, ha più volte evidenziato come le strade del territorio siano in “condizioni di estremo disagio”, rendendo il pendolarismo quotidiano particolarmente faticoso per i piccoli.
Cancellazione dell’incontro familiare e polemica con il Comune
Ieri, 15 settembre, era stato programmato un incontro tra i bambini e i loro genitori nella nuova casa temporanea offerta dal Comune di Palmoli. Il presidente comunale ha disposto la transennatura dell’area per tenere i giornalisti a una distanza di 100 metri, ma i media presenti hanno rifiutato di rispettare la richiesta, avvicinandosi ulteriormente. Di fronte a questa “situazione di insicurezza”, gli assistenti sociali hanno ritenuto insufficienti le misure di protezione e hanno annullato l’appuntamento, trasferendolo nella struttura protetta di Gissi, a circa 30 chilometri di distanza.
Le dichiarazioni del sindaco e dell’avvocato di famiglia
Giuseppe Masciulli ha denunciato, durante la partecipazione a Mattino Cinque una decisione che ha definito “pretestuosa” e ha accusato gli assistenti sociali di non aver fornito spiegazioni concrete sulle presunte carenze di sicurezza. Il sindaco ha sottolineato che, una volta allontanati i giornalisti (che si sono posti a più di 500 metri), l’appuntamento avrebbe potuto svolgersi senza ostacoli. Dall’altra parte, l’avvocato Simone Pillon, che difende la famiglia, ha chiesto perché la stessa presenza dei media sia stata considerata motivo per annullare l’incontro ma non per impedire il rientro a scuola.
Reazioni e prospettive future
Il caso ha riacceso il dibattito sulla tutela dei minori in situazioni di alto profilo mediatico. Gli assistenti sociali, rappresentati da un loro legale, hanno spiegato che la decisione è stata frutto di una valutazione dei rischi soprattutto riguardo al possibile trauma per i bambini di fronte a una folla di fotografi e microfoni. Nel frattempo, i bambini hanno iniziato la loro giornata di apprendimento, vestiti con i classici grembiulini, sotto lo sguardo attento della maestra Vallarolo, segnando così il nuovo capitolo di una vicenda che continua a dividere istituzioni, genitori e media.



