Il costo del carburante è diventato il tema dominante del dibattito nazionale: la benzina e il gasolio hanno già superato la soglia dei 2 euro al litro, avvicinandosi a 2,5 euro per un litro pieno. Il prezzo medio in modalità self-service nella rete stradale nazionale è ora di 2,132 € per la benzina e 2,246 € per il diesel, mentre sulle autostrade i valori salgono a 2,222 € e 2,326 € rispettivamente. Questi dati, pubblicati dall’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, indicano un rialzo continuo che minaccia di erodere il potere d’acquisto dei cittadini.
Scatti record sui listini: il dettaglio dei numeri
Le differenze tra i vari canali di vendita sono sostanziali. Nei distributori self-service, la benzina ha toccato i 2,120 € al litro in città e 2,212 € nelle aree autostradali, mentre il gasolio in autostrada ha superato i 2,3 € al litro. Un pieno di 50 litri di diesel, per esempio, è ormai più costoso di 7 € rispetto a due settimane fa. L’aumento medio settimanale della benzina è del 6,3 %, quello del diesel del 5,3 % a luglio, a dimostrazione che lo sconto di 14 centesimi sulle accise è risultato inadeguato a contenere la pressione sui prezzi.
Impatto sulle tasche delle famiglie
Il “cari carburanti” non è un fenomeno isolato: l’inflazione globale è in crescita e la spesa alimentare è aumentata del 30 % rispetto a cinque anni fa. Secondo l’Unione Nazionale Consumatori, la bolletta energetica e il riscaldamento hanno già registrato incrementi notevoli, con il gasolio da riscaldamento al quarto posto nella classifica dei rincari mensili di agosto (+10,7 %). Prospettando l’autunno, l’inflazione potrebbe tradursi in un onere aggiuntivo di circa 365 € all’anno per una famiglia media, spingendo il costo complessivo della vita oltre i 1.200 €.
Il messaggio di Giuseppe Conte contro il governo
Il leader del Movimento Cinque Stelle, Giuseppe Conte ha ripreso i social con una carica rivolta al governo, chiedendo: “C’è nessuno? C’è un governo? Avete finito di lavorare giorno e notte sulla legge elettorale per salvare il posto?”. Conte ricorda che la spesa alimentare è salita del 30 % in cinque anni e che i mutui rappresentano “altre batoste” per i cittadini. Nel suo intervento denuncia l’assenza di misure che prendano risorse da chi, durante le crisi, ha realizzato profitti enormi – “banche, industria delle armi, colossi energetici” – e al tempo stesso insiste su un “taglio alle misure contro la povertà” come segno di priorità distorte.
L’allarme dell’Unione Nazionale Consumatori
Il presidente Massimiliano Dona ha sottolineato che “i prezzi volano” e che l’inflazione sta decollando, minacciando un “autunno caldo sul fronte dei prezzi”. Dona ha richiesto un raddoppio immediato dello sconto sulle accise del gasolio, l’azzeramento degli oneri di sistema sulle bollette e una riduzione dell’IVA sul gas al 5 %. Senza tali interventi, avverte, il fenomeno rischia di trasformarsi in una “Caporetto” per la classe media, quella che il governo dichiara di voler sostenere.
Stime sul bilancio familiare
L’analisi dell’UNC indica che il trasporto è responsabile di un aumento di spesa annuale di 358 € per una coppia con due figli, mentre le bollette (elettricità, gas) incidono per 394 € nello stesso nucleo familiare. Complessivamente, l’inflazione tendenziale al +3,3 % porta a un incremento del costo della vita di circa 1.199 € per una coppia con due figli, una cifra che supera di gran lunga la media del tenore di vita degli ultimi anni.
Reazioni istituzionali e contesto internazionale
Nel frattempo, la Camera dei Deputati ha approvato con 162 voti favorevoli, 108 contrari e 5 astenuti, il decreto legge sul carburante e sull’ex Ilva, che ora passa al Senato. Sul fronte internazionale, il prezzo del petrolio è a 107,48 $ al barile, con il Brent in crescita del 1,7 % e un incremento complessivo del 76 % dall’inizio del conflitto in Ucraina. Gli attacchi yemeniti nello Stretto di Bab al-Mandeb hanno ridotto la produzione saudita di 2,3 milioni di barili al giorno, aggravando la carenza globale di greggio. Davide Tabarelli fondatore di Nomisma Energia, avverte che la carenza di petrolio non si risolverà presto, e che l’attuale dinamica dei prezzi è destinata a persistere finché la crisi non verrà affrontata con decisioni strutturali.
Prospettive per le prossime settimane
Il governo sta valutando ulteriori provvedimenti in vista del Consiglio dei ministri previsto per mercoledì. Una proroga di una settimana dello sconto sulle accise del diesel, scaduto il 17 settembre, è già stata annunciata per guadagnare tempo fino al 22 settembre, data in cui saranno pubblicati i dati Istat sul deficit/Pil 2025. Solo se il rapporto scenderà sotto il 3 % l’Italia potrà uscire dalla procedura di infrazione dell’UE, ma la pressione dei consumatori resta alta e le richieste di interventi più incisivi non accennano di diminuire.



