Il Parco del Delta del Po ha appena nominato un nuovo presidente: Roberto Pizzoli, sindaco di Porto Tolle, è stato designato alla guida dell’ente. La notizia, accolta con un misto di entusiasmo e scetticismo, ha suscitato subito dibattiti tra gli amministratori locali, in particolare per la composizione del nuovo Consiglio direttivo.
Il sindaco di Porto Viro, Mario Mantovan, ha pubblicamente augurato buon lavoro a Pizzoli, sottolineando la sua stima personale e la conoscenza del territorio. Tuttavia, nello stesso comunicato ha espresso serie perplessità riguardo alla struttura del nuovo organo di governo, accusando una evidente carenza di rappresentanza delle due municipalità più popolose dell’area.
Roberto Pizzoli al timone del Parco del Delta del Po
Roberto Pizzoli, con alle spalle anni di esperienza amministrativa a capo del comune di Porto Tolle, è stato indicato dalla Comunità del Parco per ricoprire la presidenza. La sua nomina è stata accolta come una scelta tecnica, mirata a valorizzare la conoscenza locale e a garantire continuità nella gestione delle risorse ambientali del delta. Pizzoli entra in carica in un contesto delicato, dove progetti di sviluppo e tutela devono trovare un equilibrio.
I cinque membri del nuovo consiglio direttivo
Il nuovo Consiglio direttivo è composto da cinque persone: Alessandro Marangoni, Virginio Mantovan, Moreno Gasparini, Roberto Pizzoli e Luigi Forte. Fra questi, Pizzoli e Forte sono stati scelti dalla Comunità del Parco mentre gli altri tre sono stati proposti dalla Presidenza della Regione. La diversità di modalità di nomina ha alimentato le polemiche, soprattutto perché la presenza di un ex presidente, Moreno Gasparini, è stata confermata nonostante le tensioni emerse negli ultimi mesi.
Mancanza di rappresentanza di Porto Viro e Adria
Mario Mantovan ha puntato il dito contro l’assenza di rappresentanti istituzionali di Porto Viro e Adria nel nuovo organo di governo. Le due città, che insieme superano la metà degli abitanti dell’area protetta, non hanno alcun delegato nel Consiglio. “Una scelta che fatico a comprendere dal punto di vista della rappresentanza territoriale”, ha dichiarato il sindaco, mettendo in luce il divario tra la popolazione del territorio e le decisioni gestionali.
La conferma di Moreno Gasparini e la questione dell’impianto di trattamento fanghi
Il punto più sensibile riguarda la permanenza di Moreno Gasparini nel consiglio. Gasparini, sindaco di Loreo e presidente uscente del Parco, è stato al centro di una controversia legata al progetto di un impianto per il trattamento dei fanghi previsto a Loreo. I consigli comunali di Porto Viro e Rosolina avevano richiesto pubblicamente le sue dimissioni, temendo ripercussioni ambientali e sociali. Nonostante le pressioni, la sua presenza è stata mantenuta, facendo scattare nuove critiche da parte di Mantovan.
Se da un lato la sua esperienza amministrativa è vista come un valore aggiunto, dall’altro le lacune nella rappresentanza territoriale e la decisione di mantenere Moreno Gasparini in funzione hanno alimentato un clima di tensione tra le istituzioni locali. Il futuro del Parco del Delta del Po dipenderà ora dalla capacità del nuovo consiglio di mediare questi contrasti e di perseguire una gestione equilibrata tra sviluppo e tutela ambientale.



