Nel cuore della Capitale italiana della cultura 2026, la città d’Aquila si trova al bivio di una decisione che potrebbe segnare per sempre il suo patrimonio artistico. Tre grandi tele dell’artista locale Marcello Mariani intitolate InfernoPurgatorio e Paradiso ispirate alla Divina Commedia di Dante, sono state messe all’asta con un prezzo di partenza di cinquanta mila euro, molto inferiore alla valutazione professionale di cinquecentosettanta mila euro.
Offerta d’asta e valutazione delle opere
Le tre tele, realizzate negli anni più maturi della carriera di Mariani, rappresentano una testimonianza fondamentale del legame tra l’artista e la sua città natale. La proposta attuale di 50.000 euro è stata accolta con preoccupazione dalle autorità locali, poiché la stima di mercato ammonta a 570.000 euro. Il termine ultimo per presentare offerte migliorative è fissato al 31 ottobre lasciando poco tempo per una risposta istituzionale coordinata.
Le richieste di Stefania Pezzopane: intervento comunale e regionale
La consigliera comunale del Partito Democratico Stefania Pezzopane ha lanciato un appello urgente al Comune, alla Regione Abruzzo e alle realtà culturali del territorio. Nel suo comunicato, la consigliera sottolinea che «la prima azione deve essere verificare la disponibilità delle opere e le condizioni per un acquisto immediato». Pezzopane propone di coinvolgere il Comitato di Coordinamento “L’Aquila 2026 – Città Multiverso” la Fondazione CarispaqANCE L’Aquila l’Accademia di Belle Arti e istituzioni nazionali come il MUNDA e il MAXXI. L’obiettivo è creare un piano di finanziamento condiviso che non gravi esclusivamente sul bilancio comunale.
Proposta di Pierpierro Pietrucci: un polo museale integrato
Il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci ha ampliato la discussione, suggerendo la realizzazione di un sistema museale permanente composto da quattro sedi identitarie. Il Museo Marcello Mariani accoglierebbe le tele oggetto di asta, fornendo un contesto permanente per la fruizione pubblica e per la ricerca. Un Museo del Rugby celebrerebbe la tradizione sportiva locale, mentre la Casa della Montagna valorizzerebbe il legame della città con il Gran Sasso e l’Appennino. Infine, la Casa della Memoria del terremoto del 2009 raccoglierebbe documenti, testimonianze e oggetti legati al sisma che ha segnato la vita di molti aquilani.
Patrimonio immobiliare a supporto del progetto
Secondo le stime degli amministratori, il Comune dispone di circa 210.000 metri quadrati di proprietà pubblica nel centro storico, spazi che potrebbero essere ristrutturati senza costi di nuova costruzione. Pietrucci sottolinea che una “visione sistemica” è necessaria per trasformare questi edifici in luoghi culturali permanenti evitando che le risorse investite nel 2026 rimangano limitate a eventi temporanei.
Finanziamenti e prospettive future
L’anno da Capitale della Cultura ha già previsto un budget di 15 milioni di euro per mostre, spettacoli e iniziative promozionali. Tuttavia, gli operatori culturali avvertono che la vera eredità deve consistere in beni tangibili come le tele di Mariani, capaci di permanere nel tempo. Se il Comune e la Regione riusciranno a raccogliere i fondi necessari, le opere potranno essere inserite in una collezione pubblica, garantendo l’accesso gratuito a cittadini e turisti e rafforzando l’identità artistica di L’Aquila.
Conclusioni operative
La vicenda evidenzia una tensione tra urgenza economica e valorizzazione culturale. Le autorità sono chiamate a valutare rapidamente la possibilità di un acquisto congiunto, a mobilitare le istituzioni accademiche e a definire un modello di gestione patrimoniale sostenibile. Solo un intervento coordinato potrà trasformare una potenziale perdita in un’opportunità di crescita per la città, lasciando un segno duraturo alle future generazioni.



