28 ottobre 2026 🌫 8°

Risolta la protesta di otto ore su ponteggio a Torricella Sicura

Operai egiziani sospesi per otto ore a Torricella Sicura scendono dopo accordo di pagamento parziale

Risolta la protesta di otto ore su ponteggio a Torricella Sicura

Questa mattina, nella frazione di Piano Grande a Torricella Sicura (Teramo), tre operai di nazionalità egiziana hanno interrotto una lunga protesta posizionandosi sulla sommità di un ponteggio alto circa dieci metri. Il gesto, avvenuto in un cantiere di edilizia privata legato ai lavori del Superbonus, ha attirato l’attenzione di residenti, forze dell’ordine e media locali.

La protesta dagli alti del ponteggio a Piano Grande

Gli operai, impiegati da una piccola impresa milanese inserita in una catena di subappalti, hanno iniziato la loro manifestazione alle otto del mattino, rimanendo sospesi per più di otto ore. La loro posizione, a circa dieci metri di altezza, ha trasformato il cantiere in un vero e proprio scenario di tensione, con la vita dei tre lavoratori appesa a un filo. La loro pretesa principale era il pagamento di undicimila euro arretrati, importo che secondo le loro dichiarazioni non era stato ancora corrisposto.

Le richieste economiche dei tre operai

Durante la trattativa, gli operai hanno ribadito di non accettare alcuna soluzione che prevedesse un acconto o un pagamento dilazionato. La loro condizione era chiara: pagamento immediato di otto mila euro, cifra che rappresenta la maggior parte del debito totale e che, secondo loro, avrebbe riavviato la normale normale prosecuzione dei lavori. Il resto dei undicimila euro resta da definire, ma la garanzia di pagamento di otto mila ha rappresentato il punto di rottura della tensione.

Le trattative e l’intervento delle autorità

Le forze dell’ordine – polizia, carabinieri, vigili del fuoco e sanitari del 118 – sono state immediatamente convocate sul posto. Un negoziatore dell’Arma, supportato da un mediatore linguistico conoscente dei tre operai, ha condotto un dialogo ad alta tensione, cercando di far scendere i lavoratori senza ricorrere a misure estreme. Il sindaco di Torricella Sicura, Daniele Palumbi, è intervenuto sottolineando la difficoltà dell’intervento comunale in ambito di edilizia privata: “Se fosse stato un appalto pubblico il Comune sarebbe potuto intervenire direttamente”.

Il ruolo dell’impresa principale e del subappaltatore

Il punto cruciale dell’accordo è stato il coinvolgimento dell’impresa principale affidataria dei lavori e dell’azienda barese che opera in subappalto. Entrambe le parti hanno accettato di versare metà dell’importo garantito, per un totale di otto mila euro. Questa suddivisione ha consentito di soddisfare immediatamente la domanda dei tre operai, evitando il rischio di gesti estremi e permettendo un graduale ritorno alla normalità sul cantiere, sotto la costante vigilanza delle forze dell’ordine.

La protesta, iniziata alle 8:00 e conclusasi poco dopo le 16:00, ha messo in luce le fragilità delle catene di subappalto nel settore edile, specialmente in contesti di incentivi come il Superbonus 110%. La rapida risoluzione, grazie all’intervento congiunto di autorità, sindaco e imprese, dimostra come la mediazione diretta possa evitare escalation violente, garantendo al contempo il rispetto dei diritti dei lavoratori.

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