24 Settembre 2026 ☁ 22°

Abruzzo: imprenditori sotto inchiesta per dissesto fraudolento

La Guardia di Finanza di Pescara ha eseguito misure cautelari contro tre imprenditori abruzzesi, sequestrando beni per oltre 700.000 euro.

Abruzzo: imprenditori sotto inchiesta per dissesto fraudolento

In una complessa operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Pescara, tre imprenditori abruzzesi sono finiti nel mirino della giustizia per un presunto dissesto fraudolento di una società con sede a Città Sant’Angelo. L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Pescara ha portato al sequestro di tre immobili e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di oltre 700.000 euro.

Un fallimento da oltre 12,6 milioni di euro

La società in questione, dichiarata in liquidazione giudiziale dal Tribunale di Pescara nel ha accumulato un passivo di oltre 12,6 milioni di euro. Le indagini hanno rivelato una sistematica distrazione di risorse per più di 7,4 milioni di euro, di cui circa 4,5 milioni provenienti da finanziamenti pubblici ottenuti indebitamente. Questi fondi sono stati oggetto di approfondimenti anche da parte della Procura Europea.

Frodi fiscali e documenti alterati

Gli investigatori hanno scoperto che il gruppo avrebbe operato tra le province di Chieti e Pescara utilizzando documentazione contabile e fiscale artificiosamente alterata per aggirare i controlli di banche ed enti pubblici. Le somme incassate sarebbero state disperse attraverso pagamenti verso società estere e ricariche di carte prepagate e conti di gioco online. Inoltre, è emersa una fitta rete di società compiacenti.

Accuse di frode e autoriciclaggio

Agli indagati vengono contestati il deposito di bilanci falsi dal 2016 al 2026, l’emissione di fatture per operazioni inesistenti per oltre 2 milioni di euro, l’omessa presentazione delle dichiarazioni fiscali e il mancato versamento dell’IVA per circa mezzo milione di euro. Inoltre, è stato accertato un episodio di autoriciclaggio parte dei fondi pubblici illecitamente percepiti sarebbe stata impiegata per l’acquisto di un capannone industriale ad Ascoli Piceno.

Ulteriori fatture false sarebbero state utilizzate per ottenere crediti non spettanti per circa 700.000 euro. Nel complesso, sono stati sequestrati tre immobili situati ad Ascoli PicenoOrtona e Pescara oltre a disponibilità mobiliari superiori a 50.000 euro.

Non si escludono ulteriori sviluppi, spiega la Guardia di Finanza e resta ferma la presunzione di innocenza degli indagati fino a eventuale sentenza definitiva.

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