Una tranquilla giornata di pesca nel fiume Liri si è trasformata in un incubo per alcuni pescatori di Capistrello. Tra la frazione di Pescocanale e la cascata dell’Emissario Claudio-Torlonia, centinaia di trote esanimi sono state trovate galleggiare inerti lungo le sponde e nei mulinelli d’acqua. Questo tragico spettacolo ha scatenato l’allarme tra i pescatori locali e le associazioni ambientaliste, che chiedono immediate indagini per determinare la causa di questa strage di pesci.
Il bilancio dello scempio ambientale è apparso sempre più grave man mano che i pescatori risalivano il fiume. La scia di morte si estendeva ininterrotta fino all’altezza dell’opera idraulica, nel punto esatto in cui le acque provenienti dal Fucino confluiscono nel Liri. A monte della cascata, invece, non è stata rilevata alcuna presenza di pesci morti, suggerendo che il contaminante potrebbe provenire da questa zona.
Un fenomeno ricorrente nella Valle Roveto
Questo non è il primo episodio di inquinamento nel fiume Liri. La Valle Roveto e il suo fiume continuano a subire attacchi ciclici e sistematici, trattati troppo spesso come un mero recettore di scarichi industriali e agricoli. Ogni sversamento improprio distrugge in pochi minuti ciò che la natura impiega anni a ricostruire, devastando l’avifauna, gli invertebrati e la biodiversità fluviale.
Le associazioni ambientaliste sottolineano che non si tratta di un fatto isolato. La memoria storica del territorio parla chiaro: il fiume Liri e la Valle Roveto sono vittime di una serie di attacchi ambientali che mettono a nudo la fragilità delle tutele territoriali. Le istituzioni sono chiamate direttamente in causa per affrontare questa emergenza.
Il Contratto di Fiume per il Liri: un obiettivo ancora lontano
Negli ultimi anni, con grande impegno da parte di associazioni, cittadini e amministrazioni virtuose, si è cercato di dare vita al Contratto di Fiume per il Liri. L’obiettivo era riconoscere il fiume come un’entità viva e bene comune da tutelare attraverso una pianificazione partecipata e sostenibile. Tuttavia, episodi come quello di ieri rischiano di ridurre questo contratto a un guscio burocratico privo di forza se non supportato da amministrazioni comunali che rivendichino controlli rigidi e sanzioni esemplari.
Il fiume Liri è l’anima viva della Valle Roveto. Far finta di niente o derubricare la morte delle trote a un sfortunato incidente significa condannare a morte il fiume stesso. I tavoli tecnici ormai lasciano il tempo che trovano. Servono monitoraggi continui sulle acque provenienti dal Fucino, sorveglianza attiva degli scarichi e una volontà politica incrollabile per individuare e punire i responsabili di questi crimini ambientali.
Le associazioni ambientaliste chiedono che le autorità sanitarie locali pretendano campionamenti e analisi di laboratorio per determinare la natura esatta del contaminante. Solo così sarà possibile affrontare e prevenire future tragedie ambientali nel fiume Liri.



