7 novembre 2026 🌫 7°

Capistrello: strage di pesci nel fiume Liri, associazioni ambientaliste in allarme

Una giornata di pesca si trasforma in un dramma ambientale nel fiume Liri. Centinaia di trote esanimi galleggiano nelle acque tra Pescocanale e la cascata dell’Emissario Claudio-Torlonia. Le associazioni ambientaliste chiedono analisi urgenti per individuare la causa di questo disastro ecologico.

Capistrello: strage di pesci nel fiume Liri, associazioni ambientaliste in allarme

Una tranquilla giornata di pesca nel fiume Liri si è trasformata in un incubo per alcuni pescatori di Capistrello. Tra la frazione di Pescocanale e la cascata dell’Emissario Claudio-Torlonia, centinaia di trote esanimi sono state trovate galleggiare inerti lungo le sponde e nei mulinelli d’acqua. Questo tragico spettacolo ha scatenato l’allarme tra i pescatori locali e le associazioni ambientaliste, che chiedono immediate indagini per determinare la causa di questa strage di pesci.

Il bilancio dello scempio ambientale è apparso sempre più grave man mano che i pescatori risalivano il fiume. La scia di morte si estendeva ininterrotta fino all’altezza dell’opera idraulica, nel punto esatto in cui le acque provenienti dal Fucino confluiscono nel Liri. A monte della cascata, invece, non è stata rilevata alcuna presenza di pesci morti, suggerendo che il contaminante potrebbe provenire da questa zona.

Un fenomeno ricorrente nella Valle Roveto

Questo non è il primo episodio di inquinamento nel fiume Liri. La Valle Roveto e il suo fiume continuano a subire attacchi ciclici e sistematici, trattati troppo spesso come un mero recettore di scarichi industriali e agricoli. Ogni sversamento improprio distrugge in pochi minuti ciò che la natura impiega anni a ricostruire, devastando l’avifauna, gli invertebrati e la biodiversità fluviale.

Le associazioni ambientaliste sottolineano che non si tratta di un fatto isolato. La memoria storica del territorio parla chiaro: il fiume Liri e la Valle Roveto sono vittime di una serie di attacchi ambientali che mettono a nudo la fragilità delle tutele territoriali. Le istituzioni sono chiamate direttamente in causa per affrontare questa emergenza.

Il Contratto di Fiume per il Liri: un obiettivo ancora lontano

Negli ultimi anni, con grande impegno da parte di associazioni, cittadini e amministrazioni virtuose, si è cercato di dare vita al Contratto di Fiume per il Liri. L’obiettivo era riconoscere il fiume come un’entità viva e bene comune da tutelare attraverso una pianificazione partecipata e sostenibile. Tuttavia, episodi come quello di ieri rischiano di ridurre questo contratto a un guscio burocratico privo di forza se non supportato da amministrazioni comunali che rivendichino controlli rigidi e sanzioni esemplari.

Il fiume Liri è l’anima viva della Valle Roveto. Far finta di niente o derubricare la morte delle trote a un sfortunato incidente significa condannare a morte il fiume stesso. I tavoli tecnici ormai lasciano il tempo che trovano. Servono monitoraggi continui sulle acque provenienti dal Fucino, sorveglianza attiva degli scarichi e una volontà politica incrollabile per individuare e punire i responsabili di questi crimini ambientali.

Le associazioni ambientaliste chiedono che le autorità sanitarie locali pretendano campionamenti e analisi di laboratorio per determinare la natura esatta del contaminante. Solo così sarà possibile affrontare e prevenire future tragedie ambientali nel fiume Liri.

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