Dal 23 al 25 ottobre la città abruzzese si trasforma in un vero e proprio laboratorio di pensiero. La seconda edizione del festival Ci Penso! propone oltre quaranta appuntamenti gratuiti, sparsi tra auditorium, palazzi storici, musei e librerie del centro. L’obiettivo è chiaro: avvicinare la conoscenza a tutti gli abitanti e ai visitatori, facendo scorrere la cultura da una disciplina all’altra senza interruzioni.
Il progetto nasce dall’associazione Ci PensAQ guidata da Gaia Contu, studentessa e divulgatrice scientifica. Contu spiega che la filosofia del festival è “divulgare filtrando attraverso il pensiero critico”, cioè trasformare la semplice trasmissione di dati in un invito a formare giudizi autonomi. Il risultato è un programma che affronta ogni tema da più punti di vista, spingendo il pubblico a mettere in discussione le proprie convinzioni.
Programma, temi e metodologia
Il calendario si articola in laboratori, conferenze, performance musicali e sketch comici. Tra i laboratori scientifici, per esempio, l’astronoma Marica Branchesi approfondirà le onde gravitazionali e il progetto internazionale Einstein Telescope, mentre una tavola rotonda sul machine learning esaminerà l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla società. La sezione geopolitica, condotta dal giornalista Emilio Mola, indagherà i nuovi equilibri mondiali, e simultaneamente un workshop culinario intitolato “Tecnocina” presenterà la cucina cinese sotto la lente dell’innovazione.
Laboratori scientifici e dibattiti geopolitici
Il venerdì pomeriggio, nell’auditorium del Gran Sasso Science Institute, si aprirà il dibattito su Einstein Telescope con Marica Branchesi, che metterà in relazione la scala della struttura scientifica con le esigenze delle comunità locali. Sabato pomeriggio, al Centro congressi Luigi Zordan, Emilio Mola guiderà una riflessione sulle tensioni globali, invitando il pubblico a valutare le conseguenze dei conflitti su scala regionale.
Ospiti di rilievo e appuntamenti imperdibili
Il festival non è solo teoria: la musica e il cinema hanno la loro parte. Margherita Vicario condividerà il palco con Danilo Bertazzi, il celebre Tonio Cartonio della Melevisione, per discutere di come le narrazioni audiovisive possano cambiare la società. Lo spettacolo “Maschi del futuro”, diretto da Francesca Cavallo, seguirà la sua performance acustica al Palazzo Spaventa, con una vibrazione che collega le nuove generazioni alla tradizione della cultura pop.
Davide Toffolo, frontman dei Tre Allegri Ragazzi Morti, incontrerà Alessandro Gori, alias Lo Sgargabonzi, e Giada Arena per parlare di adolescenza, provincia e creatività. Inoltre, un panel sull’intelligenza artificiale, con la presenza dell’eurodeputato Brando Benifei, investirà la discussione su AI Act, diritti digitali e potere tecnologico, mentre Giulio Armeni e il collettivo Filosofia Coatta presenteranno “Come siamo diventati schiavi felici”, un’analisi critica dei social media.
Impatto urbano e iniziative Ci Penso! Spot
Un elemento nuovo è la rete dei Ci Penso! Spot partnership con bar, negozi e ristoranti del centro storico. I partecipanti potranno usufruire di sconti esclusivi, incoraggiando la permanenza in città e sostenendo l’economia locale. Il vicesindaco Raffaele Daniele ha collegato l’iniziativa al progetto L'Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 sottolineando che “lo stimolo del pensiero critico è la vera ricchezza di una società”.
Il risultato è un percorso itinerante: gli appuntamenti si spostano da Palazzo Benedetti al Museo Nazionale d’Abruzzo, da Spazio Rimediato al MUNDA, facendo sì che l’intero centro diventi parte integrante della cultura viva. L’esperienza non termina nei singoli talk, ma si estende alle strade, ai caffè e alle piazze, creando un dialogo continuo tra pubblico, artisti e istituzioni.
vuole dimostrare che la conoscenza non è più confinata a libri o a laboratori chiusi, ma può percorrere la città, incontrare la gente e trasformarsi in discussioni concrete. Con più di 70 relatori e la promessa di una città più consapevole, il festival si preannuncia come un volano per il dibattito critico, in piena sintonia con le ambizioni culturali di L’Aquila per il 2026.



