Ad Avezzano, la tensione politica si accende intorno alla Commissione di vigilanza. La consigliera comunale di opposizione Loreta Ruscio ha lanciato un duro attacco contro la maggioranza, accusandola di trasformare questo importante organo di controllo in un palcoscenico di finte battaglie.
La polemica è scoppiata dopo che la maggioranza ha affidato la presidenza della Commissione all’unico consigliere del Partito DemocraticoAnna Paolini con i soli voti della maggioranza, ribaltando prassi e logiche istituzionali.
La denuncia di Loreta Ruscio: basta teatrini
Loreta Ruscio non usa mezzi termini: “Basta teatrini, basta propaganda, basta recite”. Secondo la consigliera, la Commissione di vigilanza è diventata il simbolo di una politica che preferisce le sceneggiate alle risposte concrete.
La Ruscio sottolinea che la maggioranza sta tentando di coprire questa vergogna politica e istituzionale con narrazioni accomodate e difese d’ufficio. “La città non ha bisogno di equilibri da salotto” afferma, “ha bisogno di controllo vero, atti richiesti, carte pretese, responsabilità chiamate per nome”.
La presidenza della Commissione: un incarico da esercitare fino in fondo
La presidenza della Commissione di vigilanza, affidata ad Anna Paolini, non può essere una poltrona da esibire né un ring per rivalità di parte. La Ruscio avverte che se la Commissione resterà ferma, sarà solo un altro organismo inutile. Se invece agirà davvero, potrà finalmente restituire dignità al controllo istituzionale.
La vigilanza, secondo la consigliera, non può essere usata a giorni alterni né piegata agli interessi di parte. Deve valere per chi governa oggi e per chi ha governato ieri. Altrimenti, non è controllo, è propaganda.
Le aspettative per Anna Paolini
Da queste azioni si capirà se la presidente Anna Paolini sarà davvero autonoma o se resterà prigioniera di equilibri, pressioni e convenienze. Le dichiarazioni non bastano più: servono documenti richiesti, spiegazioni pretese e responsabilità chiamate per nome.
A prescindere dal ruolo ricoperto, ogni consigliere ha il dovere di vigilare, chiedere chiarezza, denunciare omissioni e compiere scelte nell’interesse della città. Chi non lo fa tradisce il mandato ricevuto dai cittadini.
La Ruscio conclude il suo comunicato con un monito: “Saranno i fatti, non le appartenenze, a dire chi ha davvero lavorato per la città e chi si è limitato a recitare una parte”.



