La scomparsa del professor Luigi Cavallari nelle acque del lago di Vico ha attivato una vasta macchina di soccorso. Secondo le ricostruzioni verificate, la chiamata d’emergenza è partita nel pomeriggio del 27 giugno 2026 dopo che Cavallari, che era a bordo di una piccola imbarcazione insieme alla moglie, si è tuffato e non è più riemerso. Le ricerche, iniziate immediatamente, si sono svolte anche nelle ore notturne e sono proseguite il giorno successivo, 28 giugno 2026 con l’impiego di sommozzatori e mezzi specializzati per scandagliare il lago.
Le operazioni di soccorso e gli strumenti impiegati sul posto
Sul luogo dell’incidente, nel territorio di Ronciglione (Viterbo) sono intervenuti i Carabinieri i vigili del fuoco e squadre di sommozzatori provenienti da diverse sedi. Le attività di ricerca hanno previsto l’uso di robot subacquei radar e scanner per le profondità, oltre a un rover telecomandato impiegato durante la notte. Le caratteristiche del bacino, con temperature dell’acqua che scendono rapidamente anche a poche decine di centimetri e scarsa visibilità, hanno reso le operazioni particolarmente complesse, richiedendo continui reinforzi e coordinamento tra le forze impegnate.
Tempistiche e dinamica dell’incidente
Dalle informazioni verificate, l’allarme è stato lanciato nel tardo pomeriggio del 27 giugno: Cavallari si sarebbe tuffato dal natante e, dopo un primo momento in acqua, avrebbe segnalato di non sentirsi bene. La barca, non ancorata, si è poi allontanata rendendo difficoltoso un soccorso immediato da parte della moglie. Immediatamente sono sopraggiunte squadre specializzate e, durante le prime fasi, i sommozzatori si sono lanciati anche dall’elicottero per una ricerca rapida. Nonostante gli sforzi, nelle prime perlustrazioni non è stato possibile ritrovare l’uomo.
Chi era Luigi Cavallari: il legame con l’Abruzzo e l’attività accademica
Il professor Cavallari, nato a Roma nel 1942 era una figura nota nel mondo universitario abruzzese. Ha insegnato Tecnologia alla facoltà di Architettura dell’Università Gabriele d’Annunzio di Chieti-Pescara dove ha ricoperto incarichi dirigenziali: ha diretto il Dipartimento di Tecnologie dell’ambiente costruito dal 2002 al 2008 e ha presieduto il corso di laurea in Ingegneria delle costruzioni dal 2005 al 2012. Nel suo lavoro si è occupato di temi come il recupero edilizio la riqualificazione ambientale e l’edilizia per l’emergenza, diventando punto di riferimento per studenti e colleghi nella città di Pescara.
Vita privata e legami familiari
Cavallari era sposato con la ministra Eugenia Roccella da circa 50 anni; dalla loro unione sono nati 2 figli. La coppia aveva una casa nel versante del lago frequentato anche da residenti e turisti nei weekend. Pur conosciuto professionalmente, l’ingegnere manteneva una vita privata riservata e non era attivo sui social.
Reazioni istituzionali e messaggi di vicinanza
La notizia della scomparsa ha suscitato immediata commozione in Abruzzo e nelle istituzioni locali. Il deputato di Fratelli d’Italia Guerino Testa ha sintetizzato il sentimento di molti con queste parole: “È una persona molto apprezzata, professionalmente e umanamente“. Anche il sindaco dell’Aquila e presidente di Anci AbruzzoPierluigi Biondi ha espresso solidarietà alla ministra e alla famiglia, sottolineando il profondo legame tra la coppia e la regione.
Le ricerche proseguiranno con continuità fino a quando le autorità giudicheranno terminate le operazioni. Nel frattempo, la comunità accademica e i residenti di Pescara e dell’Abruzzo seguono con apprensione gli sviluppi, in attesa di notizie certe sul destino del professor Luigi Cavallari.



