L’Abruzzo è attualmente alle prese con una grave emergenza incendi che sta mettendo a dura prova il territorio e la popolazione locale. Le fiamme, che da giorni stanno divorando il monte Morrone, hanno acceso i riflettori su una situazione che richiede interventi immediati e mirati.
In questo contesto critico, il presidente di Uncem Abruzzo, Berardinetti, ha voluto esprimere la sua solidarietà e il suo ringraziamento a tutti coloro che sono impegnati nelle operazioni di spegnimento. “Il nostro primo pensiero e il nostro ringraziamento vanno a chi sta lavorando sul campo”, ha dichiarato. “Spegnere un incendio è un lavoro arduo e difficile, che richiede grande impegno e dedizione.”
Le cause dell’emergenza incendi
Berardinetti ha sottolineato come l’emergenza incendi sia legata a una serie di fattori che rendono i boschi particolarmente vulnerabili. “In Abruzzo la superficie boschiva sale al 44% del territorio”, ha spiegato. “Oggi le foreste si espandono a causa del clima più caldo e per il forte disinteresse verso il bosco da parte delle amministrazioni.”
La popolazione montana, in costante diminuzione, e la sovrapposizione burocratica rappresentano ulteriori ostacoli alla creazione di difese preventive e all’apertura di strade forestali. “Le normative spesso impediscono interventi tempestivi”, ha aggiunto Berardinetti.
La proposta di un tavolo permanente
Per affrontare efficacemente l’emergenza, Berardinetti ha proposto la creazione di un tavolo permanente con una cabina di regia prendendo come modello l’esperienza maturata nella gestione della ricostruzione post-sisma. “La rete fra gli enti rappresenta la chiave di volta”, ha sottolineato. “La Regione deve agire da capofila e coinvolgere tutte le realtà territoriali, compresa l’Uncem.”
La prevenzione post-incendio
Berardinetti ha ribadito l’importanza della prevenzione anche una volta spente le fiamme. “Vanno individuati immediatamente gli interventi post-incendio e le aree da rimboschire”, ha affermato. “Il bosco non torna da solo”, come dimostrano i precedenti incendi che hanno interessato il Morrone nel 2017 e nel 2026.
La selvicoltura è stata indicata come la vera arma contro gli incendi. “La gestione attiva garantisce più biodiversità, favorisce una maggiore accessibilità per la prevenzione e riduce drasticamente i costi di spegnimento”, ha concluso Berardinetti.



