8 novembre 2026 🌫 6°

Incidente mortale a Città Sant’Angelo: la famiglia di Massimo Ciarelli chiede chiarezza

Un tragico incidente durante un inseguimento ha causato la morte di Massimo Ciarelli, 43enne di Pescara. La famiglia contesta la versione dei fatti.

Incidente mortale a Città Sant’Angelo: la famiglia di Massimo Ciarelli chiede chiarezza

Un drammatico inseguimento tra Città Sant’Angelo e Silvi si è concluso con la morte di Massimo Ciarelli, un 43enne di Pescara. L’incidente è avvenuto nella serata di giovedì 2 luglio 2026, intorno alle 17:08, e ha scatenato una serie di interrogativi sulla dinamica dei fatti.

La famiglia di Ciarelli, rappresentata dall’avvocata Laura Filippucci, ha espresso dubbi sulla ricostruzione ufficiale, suggerendo che l’auto dei carabinieri che inseguiva lo scooter si sia avvicinata fino a toccarlo mentre un’altra auto dell’Arma si sarebbe posizionata di traverso, causando lo schianto mortale.

La dinamica dell’incidente e le indagini in corso

Secondo le prime ricostruzioni, l’inseguimento è iniziato a Montesilvano, dove i carabinieri hanno intimato l’alt a uno scooter con due persone a bordo. Il conducente, identificato come Massimo Ciarelli, non si è fermato, dando inizio a una corsa che si è conclusa tragicamente al confine tra Città Sant’Angelo e Silvi.

Le indagini sono condotte dalla Polizia stradale di Teramo, con il supporto della polizia locale di Silvi. Le immagini dei sistemi di videosorveglianza e le testimonianze degli automobilisti presenti sul posto saranno decisive per chiarire la dinamica dell’incidente. La salma di Ciarelli è stata trasportata all’obitorio dell’ospedale di Teramo, in attesa dell’autopsia.

Il 30enne che era in moto con Ciarelli è stato ascoltato dagli investigatori ed è stato rilasciato. La Procura di Teramo, con il pm Elisabetta Labanti, sta seguendo da vicino il caso, con l’obiettivo di fare chiarezza su quanto accaduto.

Il passato di Massimo Ciarelli e le circostanze dell’incidente

Massimo Ciarelli, di etnia rom, aveva un passato segnato da un grave episodio di violenza, aveva ucciso Domenico Rigante, un ultrà del Pescara Calcio, per il quale era stato condannato a 30 anni di carcere. La pena era stata successivamente ridotta a 17 anni dopo l’annullamento dell’aggravante della premeditazione da parte della Cassazione.

Ciarelli era in semilibertà dal 2026 e doveva rientrare in carcere ogni sera alle 21. La sera dell’incidente, era in compagnia di un altro uomo quando ha deciso di non fermarsi all’alt dei carabinieri, dando inizio all’inseguimento che si è concluso tragicamente.

La famiglia di Ciarelli ha già contattato un consulente di parte umbro per accertare e chiarire la dinamica dell’accaduto. Le indagini proseguono per fare luce su questo tragico evento.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

L'Aquila adesso

QUALITÀ ARIA
Discreta
NO₂ 18 µg/m³
ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 8 novembre