La costa adriatica è stata teatro di un drammatico inseguimento che ha avuto un epilogo tragico. Massimo Ciarelli, 43 anni, residente a Pescara, ha perso la vita in un incidente stradale mentre tentava di sfuggire ai carabinieri. L’evento ha coinvolto diverse località costiere, tra cui Montesilvano, Marina di Città Sant’Angelo e Silvi Marina, dove si è verificato lo scontro fatale.
Il passato di Massimo Ciarelli
Massimo Ciarelli non era nuovo alle cronache giudiziarie. Nel 2012, era stato condannato per l’omicidio di Domenico Rigante, un ultrà del Pescara calcio. La vicenda risale a quella sera in via Polacchi, a Pescara, dove Ciarelli, insieme a due cugini, fece irruzione in un appartamento al piano terra. Armato di pistola, colpì Rigante al gluteo, causando la sua morte. Inizialmente condannato a 30 anni di carcere, la pena fu ridotta a 17 anni dopo l’annullamento dell’aggravante della premeditazione da parte della Cassazione. Nel 2017, la Corte d’assise d’appello di Perugia ridusse ulteriormente la sua condanna. Lo scorso anno, Ciarelli aveva ottenuto la semilibertà, con l’obbligo di rientrare in carcere alle 21 di ogni sera.
La dinamica dell’inseguimento
L’inseguimento è iniziato quando una pattuglia del Radiomobile dei carabinieri di Montesilvano ha intercettato lo scooter T-Max 500 su cui viaggiavano Ciarelli e un 30enne. I due, diretti verso Silvi Marina, non si sono fermati all’alt intimato dai militari. La fuga è stata caratterizzata da manovre azzardate e ad alta velocità. Vicino alla zona dell’Expo 2000 di Silvi Marina, lo scooter ha attraversato una rotatoria invertendo la marcia e tornando in direzione Montesilvano. Qui, il passeggero è caduto senza riportare lesioni, mentre Ciarelli ha proseguito la fuga.
La situazione è precipitata quando lo scooter, superando alcune auto contromano, si è scontrato con un’auto dei carabinieri di Città Sant’Angelo sulla statale 16, all’altezza del ponte sul torrente Piomba. Nonostante i tentativi di rianimazione da parte del 118, per Ciarelli non c’è stato nulla da fare. Le indagini, coordinate dalla Procura teramana e condotte dalla Polizia Stradale di Teramo, stanno cercando di ricostruire i motivi della fuga. Non si esclude che i due stessero scappando dopo un furto o una rapina nella zona di Montesilvano.



