8 novembre 2026 🌫 6°

Storie di risocializzazione: il battesimo in carcere a Sulmona

In un contesto carcerario spesso segnato da difficoltà, due detenuti di Sulmona trovano nuova speranza attraverso la fede. La loro storia di riscatto.

Storie di risocializzazione: il battesimo in carcere a Sulmona

In un contesto carcerario spesso segnato da carenze di organico e sovraffollamento, emergono storie di riscatto che dimostrano come la dimensione spirituale possa essere un elemento chiave nel percorso di risocializzazione. A Sulmona, nell’istituto di massima sicurezza, due detenuti hanno recentemente ricevuto il battesimo come Testimoni di Geova, un evento che ha suscitato grande interesse e riflessione.

Questa vicenda, secondo Roberto Guidotti, portavoce dei Testimoni di Geova per l’Abruzzo, rappresenta un esempio concreto di cambiamento personale e recupero sociale all’interno del contesto carcerario. “Le attività che svolgono i Testimoni di Geova in carcere – afferma Stefano Liberatore, direttore dell’istituto – contribuiscono al percorso di risocializzazione dei detenuti, che passa anche attraverso la dimensione religiosa.”

La trasformazione interiore di Mario e Giovanni

Enrico Di Cristofaro, uno dei 507 ministri di culto dei Testimoni di Geova operativi nelle carceri italiane, ha seguito da vicino la trasformazione di Mario e Giovanni, nomi di fantasia dei due detenuti. “Quella di Mario e Giovanni – spiega Di Cristofaro – è una storia che incoraggia e fa riflettere. Dimostra che nessuno è irrecuperabile. In questi mesi di colloqui settimanali ho potuto osservare personalmente cambiamenti significativi nel linguaggio, nel modo di ragionare e nell’atteggiamento.”

Il ruolo della fede nel percorso di risocializzazione

La pratica della religione, come spiega Mauro Nardella, segretario nazionale Cnpp-Spp, rientra tra gli elementi del trattamento penitenziario che possono concorrere al percorso rieducativo del detenuto. “Insieme al lavoro, ai rapporti con la famiglia e all’istruzione – afferma Nardella – costituisce uno dei principali strumenti del percorso trattamentale. Conversioni di questo tipo si verificano con una certa frequenza.”

Un esempio di speranza e cambiamento

La storia di Mario e Giovanni è un esempio di come la fede possa essere un strumento di speranza e cambiamento anche in contesti difficili. “Le attività che svolgono i Testimoni di Geova in carcere – afferma Liberatore – contribuiscono al percorso di risocializzazione dei detenuti, che passa anche attraverso la dimensione religiosa.”

Questa vicenda dimostra che, anche in un ambiente carcerario, è possibile trovare nuove strade per la riscatto e la crescita personale. La fede, in questo contesto, si rivela un elemento fondamentale per il recupero e la risocializzazione dei detenuti.

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