Nel corso dell’assemblea nazionale della CNUPP tenutasi a Sassari il 12 giu, è stato firmato un protocollo d’intesa con ANDISU per potenziare il diritto allo studio negli istituti penitenziari e rendere l’istruzione superiore uno strumento stabile di reinserimento sociale. L’accordo mira a consolidare pratiche già sperimentate sui territori e a creare percorsi più organici tra atenei, enti per il diritto allo studio e l’Amministrazione penitenziaria.
All’incontro ha partecipato in rappresentanza dell’Università degli Studi Gabriele d’Annunzio di Chieti-Pescara il Delegato del Rettore, Gianmarco Cifaldi, docente di Sociologia penitenziaria ed ex Garante dei detenuti della Regione Abruzzo, a sottolineare il coinvolgimento attivo dell’ateneo nella promozione dell’accesso alla formazione all’interno delle carceri.
Protocollo CNUPP-Andisu firmato a Sassari e implicazioni nazionali
La sottoscrizione del protocollo rappresenta un passo verso una maggiore integrazione tra istituzioni universitarie e servizi per il diritto allo studio. Sul piano operativo, l’intesa punta a valorizzare le risorse umane e logistiche messe a sistema: a livello nazionale sono presenti 1.978 detenuti iscritti all’università, distribuiti in 55 atenei e assistiti da circa 900 tra docenti, tutor e personale amministrativo. Questi numeri descrivono una rete in espansione che richiede coordinamento e procedure condivise per garantire continuità didattica e supporto amministrativo.
Effetti sul profilo degli iscritti e sulle scelte formative
I dati riportano un cambiamento significativo nella composizione degli iscritti: la presenza femminile è raddoppiata, con 104 studentesse che rappresentano il 3,5% della popolazione detenuta femminile italiana. Inoltre, si osserva una tendenza nelle preferenze accademiche: l’area politico-sociale (Scienze politiche, Sociologia, Comunicazione) raccoglie il 25% degli iscritti, superando l’ambito giuridico attestato al 13%. Queste variazioni indicano una diversificazione delle aspirazioni formative tra le persone ristrette.
Il modello abruzzese: università, amministrazione penitenziaria e progetti pilota
La rete dei Poli Universitari Penitenziari dell’Abruzzo, composta dagli atenei di Chieti-Pescara, L’Aquila e Teramo, agisce come punto di riferimento per il Centro-Sud, assicurando una copertura capillare dell’offerta formativa nelle carceri regionali. L’attività dell’Università G. d’Annunzio è stata richiamata più volte come esempio di collaborazione stabile con l’Amministrazione penitenziaria, grazie anche all’esperienza pratica degli studenti di Criminologia durante le visite didattiche nei reparti detentivi.
Tra le iniziative concrete promosse dall’ateneo vi è un progetto pilota realizzato con la professoressa Ester Vitacolonna, docente di Scienza dell’Alimentazione e delle Tecniche dietetiche applicateche introduce percorsi professionali ITS all’interno delle carceri di Lanciano e Sulmona. Questi percorsi prevedono il conseguimento del diploma di ITS Academy Turismo e Cultura e di ITS Academy Agroalimentarecon la possibilità per gli studenti coinvolti di accedere successivamente a corsi di laurea magistrale.
Riduzione del rischio di recidiva e valenza costituzionale
I dati riportano un impatto rilevante dell’istruzione sulla sicurezza sociale: per le persone detenute che intraprendono un percorso universitario, il rischio di tornare a delinquere si riduce del 70%. Questo risultato sostiene l’idea che l’investimento nella formazione all’interno delle carceri costituisca un presidio di inclusione e prevenzione. Sul piano giuridico e valoriale, lo studio in carcere viene collegato all’interpretazione dell’articolo 27 della Costituzione sulla finalità rieducativa della pena.
In merito al protocollo e all’esperienza abruzzese, il Professor Gianmarco Cifaldi ha dichiarato: “La firma di questo protocollo – spiega il Professor Giammarco Cifaldi – rappresenta una svolta decisiva“. Cifaldi ha richiamato anche l’iniziativa del 2026 che ha azzerato le tasse universitarie per gli studenti ristretti in Abruzzo, avanzata durante il suo mandato di Garante dei detenuti, come esempio di policy territoriale che può essere replicata su scala più ampia.
La formalizzazione di questo accordo tra CNUPP e ANDISU intende quindi trasformare pratiche locali efficaci in procedure sistematiche, sostenendo sia la dimensione educativa sia gli aspetti organizzativi necessari per estendere l’offerta formativa nelle carceri italiane.


