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Sentiero Italia in Abruzzo: la tappa P04 dedicata a Zio Gianni conquista il solstizio

Il CAI Abruzzo ha guidato 170 soci attraverso la tappa P04 dal Guado di Coccia a Campo di Giove, celebrando il solstizio estivo e intitolando il sentiero a Gianni D’Attilio. Sul posto anche una postazione medica per una ricerca sulla Medicina di Montagna.

Sentiero Italia in Abruzzo: la tappa P04 dedicata a Zio Gianni conquista il solstizio

Il 21 e 22 giugno 2026 l’Abruzzo ha ospitato una manifestazione significativa per il mondo escursionistico: il CAI Abruzzo ha organizzato la tappa P04 del Sentiero Italia nota localmente come Sentiero Zio Gianni raccogliendo la partecipazione di 170 escursionisti provenienti da 24 sezioni e 8 sottosezioni. La camminata, celebrata in coincidenza con il solstizio estivo si è sviluppata su un percorso impegnativo di circa 15 km con un dislivello prossimo ai 1000 metri, attraversando luoghi che toccano paesaggi e confini provinciali.

La traversata Palena–Campo di Giove e i punti altimetrici della tappa

La partenza è stata fissata alla Stazione FFSS di Palena in località Inghiottitoio di Quarto Santa Chiara attorno ai 1200 metri. Il percorso ha toccato la vetta del Monte Porrara a 2137 metri, è sceso al Guado di Coccia a 1674 metri e si è concluso a Campo di Giove (quota 1064 metri). La cresta del Monte Porrara segna il confine ideale tra le province di Chieti e dell’Aquila e ha offerto scenari su entrambi i versanti, quello orientale chietino e quello occidentale aquilano.

Dettagli tecnici del percorso

Il tratto P04 è catalogato EE, cioè adatto a escursionisti esperti, e consiste in una traversata in cresta che mantiene quote elevate per gran parte dei suoi 15 km. La denominazione dedicata a Gianni D’Attilio è stata ufficializzata come omaggio a una figura storica dell’accompagnamento di escursionismo del CAI e riflette il valore formativo e di memoria presente nell’iniziativa.

Organizzazione, presenza medica e omaggi istituzionali

L’evento ha visto un’ampia macchina organizzativa: la Sezione di Sulmona ha curato la logistica, la Sezione di Vasto ha seguito la manutenzione del sentiero tramite la sua Commissione sentieri, mentre il direttore della Scuola Interregionale Escursionismo e Cicloescursionismo Abruzzo e Molise, Massimo Prisciandaro ha coordinato gli accompagnatori. I presenti hanno potuto contare su una postazione medica allestita a quota 1674 metri, al Guado di Coccia, per la raccolta di parametri fisiologici utili a una ricerca sulla Medicina di Montagna.

La ricerca sanitaria in quota

Con un ampio campione reso possibile dai numeri degli iscritti, la Commissione Regionale Medica del CAI, con i medici Carla D’AngeloPatrizia Dragone e Ludovico Iannozzi ha rilevato valori come la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca e ha fatto compilare questionari ai partecipanti. Questi dati confluiranno in una ricerca internazionale dedicata alla salute in ambiente montano, sfruttando la presenza sul campo come occasione scientifica.

Riconoscimenti, ringraziamenti e ruolo delle istituzioni locali

Il Presidente del CAI Abruzzo, Francesco Sulpizio ha espresso soddisfazione per la partecipazione e ha coinvolto i sindaci di partenza e arrivo: il primo cittadino di Palena e il sindaco di Campo di Giove che ha ospitato il momento conclusivo a Palazzo Nanni. Alla cerimonia hanno partecipato la signora Anna Maria D’Attilio con i figli Francesca e Michele, in memoria di Zio Gianni. Il rinfresco finale è stato offerto dal sindaco di Campo di Giove, Michele Di Gesualdo mentre Ugo Salvi in qualità di amministratore di Maiella Park Experience, ha reso disponibili i locali del Rifugio Guado di Coccia (quota indicata anche come 1676 metri) per il ristoro.

Il servizio del Soccorso Alpino Abruzzo rappresentato da Peppe Madonna è stato presente per garantire supporto in caso di necessità. Fortunatamente la traversata si è svolta senza incidenti gravi, grazie alla preparazione tecnica e alla forma fisica degli escursionisti CAI.

Il CAI Abruzzo, organismo che fa parte del Club Alpino Italiano fondato nel 1863, conta in regione circa 6250 soci e si propone come punto di riferimento per la cultura e la sicurezza in montagna, «dall’Arco Alpino alla Dorsale Appenninica». L’intitolazione del sentiero a Gianni D’Attilio conferma l’impegno associativo nella formazione degli accompagnatori e nella valorizzazione della rete sentieristica.

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