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Sorelle scomparse in Abruzzo: il blitz dei carabinieri a Formia

Dopo due settimane di ricerche, le sorelle Sarah e Alisya sono state ritrovate a Formia. La madre, il compagno e il nonno sono stati fermati per pericolo di fuga. Scopri i dettagli della vicenda.

Sorelle scomparse in Abruzzo: il blitz dei carabinieri a Formia

Dopo due settimane di ansiosa attesa, le sorelle Sarah e Alisya, di 16 e 12 anni, sono state ritrovate a Formia, in provincia di Latina. Le due ragazze erano scomparse dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, in Abruzzo, il 21 giugno. Il ritrovamento è avvenuto grazie a una videochiamata intercettata dagli inquirenti, che ha portato alla scoperta del loro nascondiglio.

L’indagine e il blitz dei carabinieri

La svolta nelle indagini è arrivata grazie a una videochiamata della madre, Valentina D’Acunto, con un numero di telefono attenzionato, intestato a un pachistano. Questo numero faceva parte di un gruppo di schede clandestinamente attivate a Napoli pochi giorni prima della scomparsa delle ragazze. La madre, che non poteva rimanere a lungo senza contattare le figlie, ha così rivelato involontariamente la loro posizione.

Le ragazze erano state segregate in una stanza da letto, dove potevano uscire solo per i pasti e guardare un po’ di televisione. Non potevano aprire le persiane e non avevano contatti con l’esterno. La casa apparteneva a un’anziana parente della madre, che ha dichiarato di non sapere che le ragazze fossero ricercate.

Le dichiarazioni del procuratore

Il procuratore di Sulmona, Luciano D’Angelo, ha descritto la situazione come un caso di amore genitoriale malato. Ha sottolineato che le ragazze non avevano mai avuto qualcuno che si occupasse di loro in modo adeguato. “Le bimbe? Non hanno mai avuto qualcuno a occuparsi di loro”, ha dichiarato D’Angelo durante la conferenza stampa.

Il procuratore ha anche spiegato che il sequestro di persona può realizzarsi anche se il sequestrato mostra una certa acquiescenza. “Non si sa ancora che piano avessero”, ha aggiunto, riferendosi agli indagati. Le ragazze sono state trovate in buona salute, anche se una di loro non aveva più gli occhiali.

I fermi e le indagini

La madre, Valentina D’Acunto, il suo compagno Vincenzo Esposito e il nonno Marco D’Acunto sono stati fermati per pericolo di fuga. Secondo il decreto di fermo, gli inquirenti hanno accertato che erano ancora disponibili 7 delle 10 schede abusivamente acquistate a Napoli, il che comprovava la possibilità che i tre potessero spostarsi portando con sé le bambine.

L’anziana parente, ottantenne, è indagata a piede libero. Gli inquirenti stanno valutando il suo grado di consapevolezza rispetto a quanto stava accadendo tra le mura della sua abitazione. “Me le hanno portate e basta, non sapevo che le stessero cercando”, ha dichiarato l’anziana.

Il ruolo del fidanzato

Youssef, il fidanzato della sedicenne Sarah, non è stato in contatto con gli indagati. Ha dichiarato di essere felice che le ragazze siano state ritrovate e di voler loro bene. “L’unica sua ‘colpa’ è di essersi innamorato della più grande delle sorelle”, ha sottolineato il procuratore D’Angelo.

La reazione del padre

Stefano Di Giacinto, il padre delle sorelle, ha espresso tutto il suo sollievo su Facebook: “Mai ho pensato in negativo. Si inizia una nuova vita si riparte da zero. Diamo tempo alle ragazze di riprendersi gli anni che qualcuno ha negato loro di potersi godere. Papà c’è. Vi amo”.

Di Giacinto è corso alla caserma dei carabinieri per riabbracciare le figlie, ma è stato colto da malore ed è stato necessario l’intervento degli operatori del 118 che lo hanno ricoverato in ospedale.

Le sorelle, quando i carabinieri si sono presentati al nascondiglio, avrebbero detto di voler stare “con la mamma”. Soprattutto la più piccola delle due sarebbe apparsa restia a seguire le forze dell’ordine.

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