Le indagini sulla scomparsa di Alisya e Sarah, le due sorelle di Minturno, continuano a riservare colpi di scena. Nuove dichiarazioni del fidanzato Youssef e della madre Valentina D’Acunto stanno cambiando il corso delle indagini. La situazione si fa sempre più complessa e intricata, con dettagli che emergono a poco a poco.
La madre delle ragazze, Valentina D’Acunto, ha finalmente rotto il silenzio che aveva mantenuto per settimane. Attraverso il suo legale, Enrico Mastantuono, ha espresso la convinzione che le figlie non siano più vive. “È impossibile che, se fossero vive, non abbiano trovato il modo di tornare da me”, ha dichiarato. Queste parole, tuttavia, sembrano contrastare con il comportamento della donna, che ieri sera è stata portata in caserma dai carabinieri.
Il ruolo della madre e le dichiarazioni dell’avvocato
L’avvocato Mastantuono ha spiegato che il silenzio di Valentina è un silenzio-veritàun modo per esprimere un dolore che non può essere quantificato. “Lei sa bene come stanno le cose e quale sia il contesto che ha portato a questa tragedia”, ha aggiunto. La donna è stata descritta come riversa sulle lettere di affetto e amore che le figlie le scrivevano, un dettaglio che aggiunge un tocco di umanità a questa storia complessa.
Un nuovo elemento emerso è un audio registrato da un’operatrice di una casa famiglia, che avrebbe detto a Sarah: “Hai rotto, riattacca”, infastidita dal fatto che la ragazza volesse trascorrere altro tempo al telefono con la madre. L’avvocato Mastantuono ha annunciato che questo audio sarà presto consegnato agli inquirenti come materiale probatorio.
Il fidanzato Youssef e le sue dichiarazioni
Youssef, il fidanzato diciottenne di Alisya, è stato ascoltato per oltre sei ore nella caserma dei carabinieri di Villetta Barrea. Durante l’audizione, ha ribadito la sua versione secondo cui le ragazze sarebbero state prelevate da alcuni familiari e condotte in una località segreta. “Alisya è come se volesse dirmi qualcosa di importante, ma non è riuscita a farlo”, ha riferito agli inquirenti.
Youssef ha anche fatto riferimento a una lettera attribuita alla madre delle ragazze, nella quale sarebbero riportate parole dal contenuto fortemente evocativo, tra cui la frase “vi vengo a prendere anche di notte”. Secondo il giovane, la missiva sarebbe stata successivamente distrutta. Dopo la scomparsa delle due minori, la famiglia ha interrotto ogni contatto telefonico con Youssef.
Le indagini e le verifiche degli inquirenti
Gli inquirenti stanno concentrando l’attenzione sulle dichiarazioni contraddittorie della madre e sulle ricostruzioni che si sono rivelate fuorvianti. In particolare, è sotto esame la condotta di Valentina D’Acunto, soprattutto dopo il ritrovamento delle due ragazze nell’abitazione dello zio. Il procuratore della Repubblica di Sulmona, Luciano D’Angelo, ha precisato che al momento non ci sono persone indagate sulla scomparsa delle due sorelle.
Le ricerche delle due minorenni continuano in Abruzzo e Lazio, con l’utilizzo di droni e la perlustrazione di casolari abbandonati e vecchi ruderi del territorio. Il procuratore capo di Cassino, Carlo Fucci, ha affermato che è difficile ipotizzare un’autogestione da parte di due bambine quando passa un tempo così lungo, suggerendo che ci sia il supporto di qualcuno.
La storia delle due sorelle scomparse continua a tenere con il fiato sospeso l’intera nazione, mentre le indagini procedono a ritmo serrato per scoprire la verità.

