Il caso delle due sorelle scomparse dalla casa famiglia di Civitella Alfedena si è concluso con il ritrovamento delle minorenni a Formia e con il fermo di tre persone ritenute al centro dell’operazione. Le ragazze, di 12 e 16 anni, sono state rintracciate nella serata di domenica 21 giugno nell’abitazione di una parente materna e successivamente collocate in una struttura protetta del basso Lazio.
L’azione investigativa ha portato all’arresto della madre, Valentina D’Acunto, del compagno Vincenzo Esposito e del nonno Marco D’Acunto, con l’accusa di sequestro di persona aggravato in concorso. I due uomini sono stati trasferiti nel carcere di Sulmona mentre la donna è stata portata nella casa circondariale di Teramo. Una parente ottantenne che ha ospitato le ragazze risulta al momento indagata a piede libero.
La svolta investigativa e il ruolo della videochiamata
La chiave per localizzare le ragazzine è stata una videochiamata effettuata dalla madre verso un numero che era oggetto di attenzione investigativa. Gli inquirenti sono risaliti a quella comunicazione e, seguendo tracce e verifiche, hanno potuto concentrare le ricerche su Formia. Il procuratore che ha coordinato le indagini ha spiegato che si è trattato di un elemento decisivo per individuare la posizione delle due minorenni, dopo che i cani molecolari avevano perso le tracce nella piazzetta di Civitella Alfedena.
Come è stata condotta l’operazione
L’intervento congiunto ha visto impegnati i carabinieri dei comandi provinciali interessati e reparti speciali; al momento dell’irruzione le ragazze sono state trovate in buone condizioni fisiche ma in stato di forte stress emotivo. Nell’abitazione della parente, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le ragazze erano tenute in una stanza con le persiane chiuse e limitate negli spostamenti, circostanza che ha spinto le autorità a disporre il collocamento in una struttura protetta in attesa delle decisioni del tribunale dei minori.
Accuse, persone coinvolte e sviluppi giudiziari
I tre fermati sono accusati di sequestro di persona aggravato in concorso: titolo di reato che implica la privazione della libertà altrui con circostanze che aumentano la pena. Nel corso delle prossime 48 ore la procura potrà richiedere la convalida del fermo e procedere con gli atti d’ufficio, mentre gli indagati avranno la possibilità di esercitare le loro difese. Le autorità mantengono aperta l’ipotesi che altre persone del nucleo familiare possano aver avuto ruoli diversi nella vicenda.
La posizione della parente di Formia e le testimonianze
L’anziana che ha ospitato le ragazze ha dichiarato di aver agito per proteggere le minori e di essere stata contattata dal nonno e dal compagno della madre per accoglierle. Per ora è indagata a piede libero; altri familiari sono stati ascoltati dalla polizia giudiziaria. Fonti investigative riferiscono che la donna ha detto di non aver mai visto le ragazze prima e di averle tenute nella casa al chiuso, uscite solo per i pasti.
Reazioni della famiglia e tutela delle minorenni
All’annuncio del ritrovamento il padre delle ragazze, Stefano Di Giacinto, ha manifestato forte emozione e ha dovuto ricorrere a cure dopo un malore. Nelle sue dichiarazioni pubbliche ha espresso sollievo per il ritrovamento e la speranza che le figlie possano recuperare gli anni perduti, rimarcando che da tempo era impegnato in battaglie legali sulla responsabilità genitoriale.
Le due sorelle, al momento dell’allontanamento, avevano manifestato il desiderio di rimanere vicino alla madre: “Vogliamo stare con la mamma”, avrebbero detto agli operatori che le hanno avvicinate. Solo con l’intermediazione di un’assistente sociale le ragazze si sono convinte a lasciare l’abitazione della parente e a essere trasferite nella nuova struttura protetta, dove riceveranno supporto psicologico e assistenza legale prevista per i minori coinvolti in vicende di questo tipo.
L’inchiesta prosegue per ricostruire nel dettaglio movimenti, responsabilità e tempistiche: gli inquirenti intendono verificare se il rifugio di Formia sia stato utilizzato fin dall’inizio dell’allontanamento e accertare il grado di consapevolezza delle persone coinvolte. Intanto, le autorità locali hanno preso in carico la tutela materiale e legale delle ragazze, mentre la procura continua gli interrogatori e gli accertamenti con l’obiettivo di chiarire ogni aspetto della vicenda.



