Nel contesto del trentunesimo anno di Capitale Italiana della Cultura, la città dell’Abruzzo ha ricevuto un importante riconoscimento: l’arrivo dell’ ADI Design Index 2026. L’evento, che ha preso il via con una cerimonia il 29 ottobre presso l’Auditorium del Parco, rappresenta la prima volta che la selezione nazionale visita L’Aquila, collocandosi in continuità con l’edizione 2025 tenutasi ad Agrigento. La manifestazione vuole mettere in dialogo la cultura del progetto con le identità territoriali, sottolineando la capacità del design di interpretare trasformazioni tecnologiche, ambientali e sociali.
Una mostra articolata in 14 categorie
Dal 30 ottobre al 17 novembre il Palazzo ex ONMI ospita una mostra che raccoglie 340 progetti distribuiti su quattordici macro-settori: prodotti, servizi, materiali, comunicazione, ricerca, exhibition design e altri. La curatela evidenzia tematiche di ricerca sui materiali, sostenibilità, accessibilità e attenzione alle esigenze degli utenti, dimostrando come il design traduca cambiamenti di mercato in oggetti, processi e nuove forme di relazione. L’esposizione, gratuita e aperta dal giovedì alla domenica, offre al pubblico la possibilità di esplorare la pluralità di competenze che caratterizzano la scena progettuale italiana.
Premi per l’innovazione e riconoscimenti regionali
Durante la cerimonia d’apertura sono intervenuti il sindaco di L’Aquila, Pierluigi Biondi, il presidente di ADI, Luciano Galimberti, e la componente scientifica dell’Index. Antonella Andriani ha consegnato i tre Premi per l’Innovazione ADI Design Index 2026, seguiti dalle Targhe delle Eccellenze ADI Marche, Abruzzo e Molise. Questi riconoscimenti hanno messo in evidenza il contributo delle imprese, dei progettisti e delle istituzioni locali, creando un ponte tra il panorama nazionale e le specificità del territorio abruzzese.
Progetti abruzzesi in evidenza: SoftFoot, FiLA e Noctis Camp
Tra i sei progetti originari dell’Abruzzo, spiccano SoftFoot nella categoria Design per la persona, ideato da Anna Pace di Loreto Aprutino, e l’ Osservatorio Nazionale FiLA nella sezione Ricerca per l’impresa, curato dal Dipartimento di Architettura dell’Università Gabriele d’Annunzio di Chieti-Pescara. Un altro protagonista è il sistema modulare Noctis Camp, frutto della collaborazione tra N-lab e lo Studio d+a, che ha ottenuto l’accesso all’Index grazie alla sua capacità di reinventare gli spazi domestici attraverso la modularità e la personalizzazione cromatica.
FiLA: trasformare la lana autoctona in risorsa sostenibile
Il progetto FiLA, avviato nel 2024 con un finanziamento del PNRR nell’ambito del programma MICS, ha costruito in meno di due anni una rete di oltre 500 realtà – dagli allevatori ai produttori fino al fine vita dei prodotti. L’obiettivo è valorizzare la lana, tradizionalmente percepita come scarto, creando filiere corte, circolari e a basso impatto ambientale. Dopo la conclusione della fase finanziata, FiLA continua come ente indipendente, mantenendo i legami con gli osservatori della Fondazione MICS e dimostrando come il design possa guidare la sostenibilità economica e sociale nelle aree interne.
Noctis Camp: modularità e flessibilità per l’abitare contemporaneo
Il sistema Noctis Camp si discosta dal concetto tradizionale di mobile statico, proponendo una serie di componenti – pannelli, basi letto, moduli divano e accessori – che possono essere combinati a piacere. Questa architettura modulare consente di creare micro-spazi personalizzabili, adatti a trasformazioni d’uso dalla zona notte al living, al lavoro o alla convivialità. La palette cromatica, studiata per offrire soluzioni monocromatiche o bicolori, rende il colore un elemento di design attivo nella definizione dell’identità dell’ambiente. La presenza di Camp nella mostra sottolinea la crescente domanda di arredi adattabili alle nuove dinamiche familiari.
Impatto culturale e prospettive future
Le parole del sindaco Pierluigi Biondi hanno evidenziato come l’evento costituisca un ponte ideale tra tradizione artigianale e sfide globali, collocando L’Aquila al centro di un dialogo internazionale sul design. Luciano Galimberti, presidente di ADI, ha ribadito che la partecipazione dell’Abruzzo dimostra che la qualità e l’innovazione del design italiano sono patrimonio condiviso, capace di generare nuove opportunità. I progetti selezionati formeranno il bacino per le candidature al XXX Compasso d’Oro ADI 2028, mentre le scuole e le università potranno sfruttare la mostra come laboratorio didattico per approfondire il rapporto tra progetto, ricerca e società. L’ADI Design Index 2026 a L’Aquila si configura come un’importante vetrina di eccellenza e un catalizzatore per lo sviluppo culturale ed economico del territorio.



