La storia di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, la famiglia anglo-australiana che vive in un bosco a Palmoli, continua a tenere banco. Dopo l’ordinanza del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, i genitori possono finalmente intravedere una luce in fondo al tunnel, anche se il percorso per il ricongiungimento con i loro tre figli è ancora lungo e complesso.
Lunedì scorso, il Tribunale ha stabilito un percorso graduale per il ritorno dei bambini presso i genitori. Gli incontri protetti dovranno inizialmente alternarsi tra uno spazio neutro e l’abitazione della coppia, con la possibilità per i minori di recarsi nelle pertinenze della loro precedente abitazione per rivedere anche gli animali della famiglia.
Un percorso a tappe monitorato dai servizi sociali
Il provvedimento prevede che i servizi sociali organizzino dapprima rientri di maggiore durata senza pernottamento, alla presenza di un educatore. Dopo almeno un mese di regolare frequenza scolastica, dovrà essere valutata la possibilità di consentire ai bambini di trascorrere i fine settimana con i genitori. L’avvocato Simone Pillon, difensore della famiglia, ha annunciato la presentazione di un reclamo alla Corte d’Appello dell’Aquila, sostenendo che il percorso stabilito dal Tribunale è eccessivamente graduale e che le criticità abitative e relazionali inizialmente contestate alla famiglia sarebbero state in larga parte superate.
Le reazioni dei genitori e del sindaco
Nathan e Catherine hanno commentato la decisione con un video fornito dall’avvocato Pillon, definendola “una decisione che ci spezza il cuore”. I genitori hanno espresso la loro delusione e l’intenzione di presentare ricorso contro la decisione del Tribunale. Il sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli, ha dichiarato: “Ho visto Nathan nella giornata di domenica, per le strade del paese, sembrava tranquillo. Poi la nuova sentenza. Per loro questa storia è uno shock ininterrotto”.
Le sfide future e le speranze
Nonostante le difficoltà, i genitori continuano a sperare in un futuro migliore. Lo psichiatra Tonino Cantelmi, che fa parte del collegio difensivo, ha dichiarato: “Con la decisione del Tribunale la famiglia resta ancora nel tunnel disgraziato, ma, finalmente, intravvede una luce. A questa luce si aggrappano due genitori stremati e sull’orlo del collasso emotivo”. Catherine ha scritto: “sorga una nuova alba”, esprimendo la sua speranza in un futuro migliore per la sua famiglia.
La battaglia legale della famiglia nel bosco è ancora lunga, ma con il supporto dei loro avvocati e la speranza di un ricongiungimento familiare, Nathan e Catherine continuano a lottare per il loro diritto di vivere insieme ai loro figli.



