Il padre dei tre minori al centro della vicenda nota come famiglia nel bosco ha scelto di rompere il silenzio e raccontare la routine che la coppia sta vivendo in questa fase. In un’intervista che andrà in onda a Fuori dal coro su Rete4, Nathan ha spiegato come si alternano visite, aspettative e momenti difficili: i figli sono attualmente ospitati in una casa famiglia a Vasto, mentre la coppia ha trovato una nuova abitazione. L’intervista, condotta da Mario Giordano, mette al centro la volontà di mantenere il focus sul benessere dei bambini e sulla speranza di un percorso di ricongiungimento.
La quotidianità divisa
Ogni mattina Nathan percorre la strada che porta alla casa famiglia per stare vicino ai figli: lo fa con regolarità, quasi sei giorni su sette, e descrive le giornate come segnate da una forte mancanza. Il padre racconta che la casa ora è silenziosa e priva del consueto trambusto dei piccoli: quella calma è diventata simbolo di un’assenza pesante, una nota che ricorda continuamente il vuoto lasciato dai bambini. Per Nathan il risveglio è il momento più doloroso, perché manca il rumore gioioso che un tempo riempiva gli ambienti; questa assenza incide anche sulla routine emotiva della coppia e segna le ore dedicate a sperare e pianificare il ritorno.
La malattia della figlia
Nel mezzo di questa attesa si è inserita la preoccupazione per la salute della più piccola: la bambina è stata ricoverata per una broncopolmonite e dopo otto giorni di degenza è rientrata in casa famiglia. Nathan ha raccontato con voce commossa i momenti di ospedalizzazione, sottolineando quanto l’episodio abbia influito sul clima familiare e sulle paure dei genitori. La scena della bambina che si aggrappava alla madre al momento della separazione ha toccato molte persone; oggi, con la sua ripresa progressiva, la priorità è la stabilità psicofisica del minore, seguita dall’organizzazione di incontri che possano ricostruire gradualmente il legame familiare perduto.
I canali di contatto e le misure protette
Le modalità di contatto con i figli non sono simmetriche per entrambi i genitori: Nathan può raggiungere i bambini con frequenza, mentre per Catherine le possibilità sono al momento più limitate. Secondo quanto riferito, alla madre sono consentite due videochiamate a settimana, e si è svolto di recente anche un incontro protetto della durata di un’ora, che ha rappresentato un momento di grande carica emotiva. Quel pomeriggio di contatto è stato descritto come un’ora piena di affetto e sollievo: per i bambini è stato il primo abbraccio con la mamma dopo il 1° aprile, una data citata come punto di cesura nelle relazioni familiari.
Le restrizioni per Catherine
Nathan ha spiegato che le limitazioni non hanno spento la volontà di mantenere il rapporto genitoriale: la madre, pur avendo contatti contingentati, ha potuto vedere i figli in condizioni protette e questo ha avuto un impatto positivo sul loro stato d’animo. Il racconto evidenzia come l’organizzazione degli incontri risponda a criteri di tutela, mentre la coppia si impegna a rispettare le disposizioni. Per i genitori ogni contatto è prezioso e ogni passo verso una maggiore normalità viene vissuto come un traguardo; nel frattempo, la famiglia prova a ricostruire fiducia e routine nel rispetto delle regole stabilite dalle istituzioni coinvolte.
Difesa di Catherine e progetti per il futuro
Rispondendo alle rappresentazioni mediatiche che talvolta dipingono Catherine come poco collaborativa, Nathan ha preso le difese della moglie: l’ha definita da sempre lucida e oggi disponibile a cooperare per il bene dei figli. Secondo il padre, l’esperienza ha avuto anche un effetto di coesione sulla coppia, rendendoli più uniti e determinati. Nathan non ha risparmiato parole di affetto, sottolineando come l’amore sia il fondamento che li sostiene. Questa dichiarazione ha lo scopo di riorientare il dibattito pubblico verso la dimensione umana della vicenda, lasciando che siano i fatti a guidare i prossimi passi.
Piani pratici per il ritorno
Guardando oltre il presente, Nathan ha descritto i primi gesti che immagina quando sarà possibile riabbracciare i bambini: portare la famiglia in spiaggia, riscoprire la libertà degli spazi aperti e, se il tempo lo permetterà, organizzare uscite per vedere gli animali. Questi progetti, concreti e relativamente semplici, assumono valore simbolico come tappe per ricominciare a vivere e ricostruire una quotidianità fatta di piccole abitudini. In attesa dell’evoluzione delle verifiche istituzionali, la coppia si concentra su ciò che può offrire ai figli: cura, presenza e attività che favoriscano serenità e crescita.
La puntata di Fuori dal coro approfondirà le parole di Nathan e i piani della famiglia, offrendo un ritratto che mette in luce aspetti personali e pratici della vicenda. Al centro restano i minori e la necessità di riportare equilibrio nelle loro giornate: ogni decisione è raccontata come orientata al loro interesse primario, mentre la famiglia prepara passi concreti per tentare di tornare a una vita condivisa.



