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Opposizione al mega impianto agrivoltaico da 21 megawatt a Colle Petrano

Il Comune di Casalincontrada e varie realtà locali hanno espresso forti perplessità sul progetto agrivoltaico da 21 megawatt a Colle Petrano, sollevando questioni ambientali, paesaggistiche e procedurali.

Opposizione al mega impianto agrivoltaico da 21 megawatt a Colle Petrano

Un progetto di impianto agrivoltaico da 21 megawatt a Colle Petrano, nel territorio di Casalincontrada (Chieti), è al centro di un acceso dibattito pubblico. Durante un incontro promosso dal Comune di Casalincontrada, amministratori, tecnici, rappresentanti agricoli e associazioni hanno analizzato i profili normativi, agricoli, paesaggistici e di impatto locale legati all’intervento.

Il confronto ha rimarcato che la competenza autorizzativa spetta alla Regione Abruzzo e che, allo stato, l’azione comunale si è concentrata sulla presentazione di osservazioni al Servizio di Valutazione ambientale della Regione. Le osservazioni comunali hanno ottenuto l’effetto di sospendere temporaneamente la procedura, in quanto lo stesso servizio ha chiesto integrazioni alla società proponente, Blusolar Srl.

Richieste tecniche e verifiche richieste alla società proponente

Tra le integrazioni richieste figura la necessità di un riscontro con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Chieti e Pescara per accertare la compatibilità dell’intervento con i beni tutelati presenti nell’area. In aggiunta, il procedimento richiede l’integrazione della proposta di schermatura arborea per migliorare l’inserimento paesaggistico dell’impianto e la presentazione di una valutazione di impatto acustico che descriva le emissioni sonore e le misure mitigative previste.

Dubbi sull’elemento agricolo del progetto

Nel corso dell’incontro è stato messo in discussione il carattere effettivamente agricolo dell’intervento. Il proponente indica una componente zootecnica ovicola come elemento a sostegno dell’agrivoltaico, ma questa scelta è stata giudicata poco convincente da più relatori, che hanno sollevato perplessità sull’attuabilità e sulla coerenza dell’uso agricolo dichiarato con le pratiche e le realtà locali.

Interventi dei rappresentanti del mondo agricolo e della montagna

All’incontro hanno partecipato esponenti di rilievo del comparto agricolo e istituzionale. Sono intervenuti, tra gli altri, Fabrizio Lobene, presidente regionale di Confagricoltura Abruzzo, e Stefano Fabrizi, direttore provinciale di Confagricoltura L’Aquila, che hanno ricostruito le interlocuzioni sul quadro normativo regionale per gli impianti fotovoltaici e agrivoltaici. Hanno sottolineato la necessità di valutare con attenzione le ricadute per le imprese agricole del territorio.

L’avvocato Francesco Paolo Febbo, esperto di diritto amministrativo ambientale, ha illustrato le possibili linee di tutela legale che l’amministrazione può adottare, mentre Marco Bussone, presidente nazionale dell’Unione Nazionale dei Comuni, delle Comunità e degli Enti Montani, è intervenuto in videoconferenza per ribadire che le fonti rinnovabili devono essere progettate in coerenza con le caratteristiche dei territori e offrire supporto alle iniziative locali.

Ruolo delle associazioni e delle competenze locali

Hanno portato contributi tecnici e culturali anche rappresentanti di associazioni locali: Gianfranco Conti (Terrae odv) ha evidenziato il valore del patrimonio legato alla casa in terra cruda e la necessità di tutela, mentre Antonio Corrado, ricercatore e tecnico di marketing territoriale e turismo, ha descritto possibili interazioni tra attività rurali tradizionali e nuovi usi del territorio. Inoltre, ha partecipato il presidente di Confagricoltura Chieti, Mauro Lovato, con osservazioni sulle ricadute per le aziende locali.

Era presente anche il direttore interprovinciale di Confagricoltura, che ha affiancato tecnicamente i relatori nelle risposte alle domande del pubblico.

Preoccupazioni della comunità e prospettive procedurali

I cittadini intervenuti hanno sollevato timori concreti legati alla presenza dell’impianto: l’effetto delle luci notturne sull’abitato e sul cielo, il rumore derivante dalle cabine e dagli apparati elettrici, la potenziale presenza di allarmi acustici, il rischio di riverberi luminosi e la possibile perdita di valore di terreni e immobili nelle vicinanze. Questi elementi hanno alimentato la richiesta di accertamenti tecnici approfonditi prima di qualsiasi autorizzazione definitiva.

Il quadro procedurale rimane quindi aperto: la sospensione determinata dalla richiesta di integrazioni del Servizio di Valutazione ambientale impone alla società proponente di fornire risposte puntuali sui punti tecnici sollevati. Nel frattempo il Comune e le realtà intervenute hanno dichiarato l’intenzione di monitorare il procedimento e valutare ogni iniziativa utile per la tutela del territorio.

L’incontro a Casalincontrada ha trasformato questioni tecniche in un confronto pubblico, evidenziando come la realizzazione di grandi impianti energetici su aree agricole richieda l’incrocio di verifiche paesaggistiche, ambientali e di coerenza con le pratiche locali, tutte aspetti che al momento restano oggetto di approfondimento.

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