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Processo su Tommaso: due condanne, una assoluzione e la protesta

I giudici hanno emesso due condanne per la tragedia dell’asilo Primo Maggio, ma i genitori di Tommaso D’Agostino urlano contro la pena sospesa e le lacune della sicurezza.

Processo su Tommaso: due condanne, una assoluzione e la protesta

Il 16 settembre il tribunale dell’Aquila ha pronunciato il verdetto relativo all’incidente avvenuto il 18 maggio 2022 nell’asilo Primo Maggio di L'Aquila, dove il piccolo Tommaso D’Agostino allora di quattro anni, è stato investito da un veicolo e ha perso la vita. Cinque coetanei sono rimasti feriti. Dopo anni di udienze, il giudice monocratico ha emesso una sentenza che ha riacceso il dibattito sulla sicurezza scolastica e sulla modalità delle pene.

Sentenza del Tribunale dell’Aquila: condanne e assoluzioni

Il giudice ha ritenuto responsabili Bruno Martini ingegnere addetto alla sicurezza dell’edificio, e Monia Lai dirigente scolastica dell’asilo. Martini è stato condannato a un anno e otto mesi di reclusione, mentre Lai ha ricevuto un anno e sei mesi, entrambi con la pena sospesa. La condanna è stata qualificata come omicidio colposo una riclassificazione rispetto all’accusa originaria di omicidio stradale. Il terzo imputato, Antonello Giampaolini responsabile del settore edilizia scolastica del Comune, è stato assolto per mancanza di prova diretta.

In un capitolo a parte, la conducente della Volkswagen Passat che aveva parcheggiato davanti all’istituto, Radostina Zhorova Balabanova ha patteggiato per due anni con pena sospesa in relazione all’omicidio stradale. Il Pubblico Ministero aveva richiesto pene più pesanti, ma la corte ha tenuto conto di attenuanti generiche e della natura colposa dei fatti.

La lettera aperta dei genitori: denuncia e richieste

Patrizio D’Agostino e Alessia Angelone, genitori di Tommaso, hanno pubblicato una lettera aperta nel giorno del verdetto. Hanno definito la pena sospesa “un lusso che a noi non è concesso” e hanno spiegato che la loro “pena sarà eterna”. Nella missiva si legge: “La nostra pena sarà eterna e se credessimo alla sincronicità delle righe iniziali… dovremmo disertare, potendo, l’obbligo scolastico.” I genitori hanno sottolineato il drammatico episodio del fratellino Luigi, uscito per il suo primo giorno di scuola nello stesso pomeriggio, che ha alimentato una forte sensazione di sincronicità.

Le critiche alla giustizia e alla sicurezza

Alessia e Patrizio hanno rimarcato che «i nostri figli devono essere protetti da chi li prende in custodia come li proteggerebbe una madre o un padre». Hanno accusato le istituzioni di aver ignorato misure basilari – come il freno a mano o il divieto di accesso veicolare nel cortile – che avrebbero potuto evitare la tragedia. Il ricordo del 2002, quando la stessa area era stata teatro di un incidente simile, è stato evocato per evidenziare la mancanza di interventi correttivi. I genitori hanno inoltre denunciato le assicurazioni e i loro avvocati, definendoli «pesci all’amo», per il loro tentativo di ridurre le condanne attraverso appelli e cavilli giudiziari.

Nonostante la condanna, i D’Agostino considerano la decisione della giustizia una forma di vendetta camuffata: la sospensione delle pene, secondo loro, non rende giustizia alla perdita del figlio. Hanno concluso la lettera chiedendo che “la severa lezione sia chiara a tutti”, mentre cercano di andare avanti affidando il prossimo figlio alle istituzioni, sperando in un cambiamento reale nella gestione della sicurezza scolastica.

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