In un piccolo comune abruzzese, la storia di Nathan e Catherine, la coppia anglo-australiana che ha vissuto per anni nel bosco di Palmoli, continua a tenere banco. Oggi, il collegio del Tribunale per i minorenni dell’Aquila si riunisce in camera di consiglio per decidere sul possibile ricongiungimento con i loro tre figli. La decisione potrebbe essere emessa immediatamente, depositata in un secondo momento o rinviata per ulteriori approfondimenti.
Un fascicolo complesso e delicate relazioni
Al centro del dibattimento, un fascicolo complesso che include la memoria del difensore dei coniugi, l’avvocato Simone Pillon le relazioni dei consulenti di parte, lo psichiatra Tonino Cantelmi e la psicologa Martina Aiello e la documentazione della Neuropsichiatria infantile della Asl Lanciano-Vasto-Chieti. La vicenda arriva a un punto cruciale mentre la primogenita compie nove anni.
Incontri protetti e condizioni di salute
Oggi, la bambina trascorrerà alcune ore con i genitori a Gissi, nella struttura della Asl, ex ospedale, dove si svolgono gli incontri protetti. I suoi fratellini, da qualche giorno, presentano problemi di salute legati alla febbre e sono sottoposti a terapia farmacologica una condizione che preoccupa la madre. La settimana scorsa, i minori, ospiti nella casa famiglia di Vasto da otto mesi, sono stati ascoltati in audizione protetta. Secondo le relazioni, i bimbi sarebbero apparsi sereni e spontanei, anche se uno dei tre è risultato meno comunicativo.
Le audizioni e le relazioni degli esperti
Il 7 luglio, dopo l’audizione, il tribunale, su sollecitazione di Simone Pillon, ha anticipato al 20 luglio il termine per il deposito delle memorie di parte, aprendo così la strada a una definizione più rapida della vicenda. Nell’ultima relazione depositata, la Neuropsichiatria infantile ha evidenziato che «un’ulteriore permanenza dei minori in casa famiglia potrebbe comportare il rischio di sviluppare una sindrome da stress post-traumatico». Per questo motivo è stato raccomandato «un rientro immediato dei bambini».
La storia processuale della famiglia nel bosco ha avuto un’evoluzione. In una delle prime relazioni dei servizi sociali, le informazioni familiari descrivevano un quadro caratterizzato da disagio abitativo per la mancata dichiarazione di abitabilità dell’immobile, da una situazione socio-economica segnata dall’assenza di interazioni sociali frequenti e di entrate economiche stabili, nonché da criticità igienico-sanitarie per la carenza di servizi essenziali come luce, acqua e gas. A ciò si aggiungevano aspetti socio-culturali ed educativo-relazionali, con i bambini non inseriti in contesti scolastici pubblici o ricreativi.
Tuttavia, nel corso del tempo, secondo la difesa, queste problematiche sono state affrontate e risolte. I coniugi Trevallion-Birmingham, che ripongono piena fiducia nel lavoro dei giudici, hanno seguito tutte le indicazioni ricevute con l’obiettivo di riunire il nucleo familiare. La decisione del collegio dovrà ora stabilire se le condizioni che avevano portato alla separazione siano ancora attuali oppure se il percorso seguito consenta il ritorno dei bambini con i genitori, eventualmente attraverso un progetto di accompagnamento e monitoraggio.



